PROFESSIONISTI | 15/04/2016 | 10:38 Alla soglia dei 26 anni, Pello Bilbao pedala verso la maturità agonistica e ne ha dato prova al Giro dei Paesi Baschi, dove ha concluso al 17° posto. Un nuovo salto di qualità per il corridore della Caja Rural RGA Seguros che da oggi è al via della Vuelta a Castilla y León e poi tornerà in Turchia, dove lo scorso anno ha vinto una tappa.
Al suo terzo anno con la Caja Rural-RGA, il ciclista basco punta a crescere ancora, a mettersi in luce nella classifica generale delle corse a tappe e a guadagnarsi un posto nel WorldTour per il prossimo anno.
Qual è il suo bilancio della Vuelta al País Vasco? «Mi sono sorpreso io stesso nel vedermi davanti ogni giorno in una corsa di altissimo livello. E non avrei mai pensato di poter essere in corsa per un posto nella classifica generale. Invece ci sono stati segnali positivi, anche nella crono finale dove ho concluso al decimo posto. Stavo bene, non si trattava di una prova dal tracciato per specialisti, ma non pensavo davvero di andare così bene».
Questa regolarità di rendimento cambia le sue prospettive per le corse a tappe? «Essere tanto vicino a Contador, Quintana o Henao dà morale a chiunque. Anche perché ho dimostrato di essere migliorato in salita e soprattutto in una corsa esigente come quella basca. Da questo punto di vista è chiaro che cambia qualcosa nella mia testa e che gli obiettivi nelle prossime gare possono cambiare».
Quindi, morale a mille in vista dei prossimi appuntamenti... «Proprio così. Sto bene, mi sento forte e motivato. Voglio mettermi in mostra alla Castilla y León e poi in Turchia. In entrambe le corse non ci sono crono e questo non mi dispiace. Sono due gare che conosco: l’ultima tappa della Castilla y León è adatta a me, per esempio. Così come il Giro di Turchia. E nella seconda parte della stagione vorrei far bene alla Vuelta a España».
Ha dimostrato di meritarsi un posto in un team WorldTour. «È sempre complicato trovare posto in un top team. Ho corso per tre stagioni nella Euskaltel-Euskadi dal 2011 al 2013 e ho imparato molto. Chissà, potrebbe essere tornato il momento giusto di rientrare, vedremo quel che succederà a fine stagione. In ogni modo, preferisco restare concentrato sugli appuntamenti a breve distanza».
Una curiosità: finora solo 18 giorni di corsa in questa stagione, come mai? «Durante il ritiro con la squadra non mi sentivo bene ma nessuno riusciva a capire il perché. I sintomi erano confusi, gli esami dicevano che era tutto a posto ma non andavo bene. Sicuramente si trattava delle conseguenze di un virus, ma ora le cose sono tornate a posto e penso di averlo dimostrato ai Paesi Baschi...».
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