Un libro per ricordare Aldo Bini

| 19/09/2004 | 00:00
Un campione che ''aveva il sangue giusto per andare in bicicletta'', cosi' Alfredo Martini, ''supervisore'' della nazionali di ciclismo, ha ricordato Aldo Bini, campione degli anni '30 e '40, soprannominato il ''duca di Montemurlo'', in memoria del quale oggi a Prato, in occasione del 59/o Gran Premio Industria e Commercio, e' stato presentato un libro scritto da Carlo Fontanelli e Luciano Ancilotti per Geo Edizioni. Di Bini, Martini ha ricordato sia i successi, sia il personaggio: ''si perdeva - ha detto - perche' non riusciva ad adattare il suo modo di vita alle corse di allora'' che - ha ricordato Martini - ''erano gare da oltre 300 chilometri con tanti tratti in sterrato''. Il volume ricostruisce le molte vittorie di Bini (117 da dilettante e professionista) e colleziona i tanti aneddoti che lo hanno riguardato. Martini ha pure ricordato i sei mesi nei quali Bini fu ospite di Costante Girardengo, dal quale ''imparo' tante cose. ''Quello che raccontava Bini - ha detto Martini - era la sveglia al mattino alle 7: dai andiamo il tempo e' bello, facciamoci 200 chilometrini''. ''Li chiami chilometrini rispondeva Bini - ha concluso Martini - ma sono sempre di mille metri''.
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