VEGNI: «Abbiamo solo rispettato il regolamento». AUDIO

GIRO D'ITALIA | 19/05/2015 | 20:01
Il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni, ha commentato il fatto del giorno al Giro ossia la penalizzazione di 2 minuti (e multa di 200 franchi svizzeri) nei confronti di Richie Porte. L'aussie era reo di aver accettato una ruota da Simon Clarke, suo connazionale, sì, ma anche rivale dato che i due corrono rispettivamente per Sky e per Orica. Ovviamente anche lo stesso Clarke ha subito la medesima sanzione.

«Da direttore del Giro sono dispiaciuto di questo, perché probabilmente è un ulteriore aggravio per un corridore che con la crono sperava di fare un risultato importante. Questo non significa che non possa ancora raggiungerlo, ovviamente. Ma c’era poco da fare perché il regolamento è regolamento e credo che vadano rispettati, ne va della credibilità di questo sport e - in questo caso - del Giro d’Italia».

Errore clamoroso da parte di Sky e Orica, a memoria c’è stato un caso simile al Giro?

«Da quando sono al Giro non ho mai visto niente del genere. L’errore è colpa dei corridori, che però hanno agito, credo, in assoluta buona fede. Se magari qualcuno avesse ricordato loro il regolamento, non sarebbe accaduto, ma si sa che col senno del poi si può dire tutto».

Possono fare ricorso?

«Sono fatti di gara, valutati dalla giuria, quindi come tali sono definitivi».

Hanno protestato, magari ritenendo di essere vittima di un’ingiustizia?

«Mi auguro che con calma rilfettano su ciò che è accaduto per comprendere che di ingiustizie non ne sono successe. Era una situazione di gara, si è applicato un regolamento che esiste ormai da tanto tempo, quindi poi mi auguro che stasera torni un po’ di serenità e si rendano conto che non si poteva non applicare».

Qual era stata la loro linea difensiva?

«Loro ritenevano ingiusto il tipo di penalizzazione. Ma nel regolamento c’è un articolo che parla molto chiaro. Alla prima infrazione si hanno due minuti, alla seconda cinque, alla terza dieci e alla quarta addirittura l’estromissione, non si può soprassedere né fare sconti. Non c’è possibilità di ricorso».

La giuria ha agito autonomamente o è avvenuta una segnalazione da parte di un altro team?

«Con le foto che girano su Internet fai proprio fatica a scappare da situazioni del genere. Dopo 3 minuti era già tutto su Twitter con le immagini di Clarke che aiutava Porte. La giuria si è mossa autonomamente. Io ho solo chiesto al presidente di avvisare prima che leggessero un comunicato che poteva sembrare un po' freddo, per un fatto di buona educazione così da giustificare la motivazione. D’altra parte anche Porte stesso ha ritwittato la foto. Non credo ci potessero essere soluzioni diverse se vogliamo continuare a dare credibilità a questo sport».

Potete ascoltare l'audio dell'intervento di Vegni cliccando qui sotto.

Diego Barbera

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