CASTILLA Y LEON. Ancora maltempo, ancora polemiche
PROFESSIONISTI | 19/04/2015 | 08:32 «Che bisogno c'è di salire fino ad oltre 2000 metri a più di 120 km dal traguardo?». La domanda, con evidente tono polemico, l'ha postata ieri sera su twitter Pierre Rolland dopo la conclusione della tappa della Vuelta Castilla y Leon che è stata parzialmente neutralizzata a causa della neve che si è abbattuta sulla corsa, come mostra la foto. Come dire che la questione delle "condizioni limite" richiede sempre più urgentemente una risposta...
DOVETE SMETTERE DI POLEMIZZARE SUI PERCORSI VOI DOVETE SOLAMENTE CORRERE SE NON VI PIACCIONO I PERCORSI CAMBIATE LAVORO TIPO INPIGATO DI BANCA NON TROVERETE NEVE PIOGGIA SOLE ECC.....
Meno male..
19 aprile 2015 12:44OldVintage
...che non sono in Francia così si possono lamentare!
x Marcy
19 aprile 2015 13:10emmemme53
Trova un'altro sport all'aperto (non certamente di tipo invernale anche se li alcune volte sospendono) che si gareggi in condizioni estreme come queste. Finiamola con il ciclismo eroico mentre i "sagaci" commentatori se ne stanno al calduccio indossando comode pantofole. Tenendo presente che i salari della maggior parte di tutti questi atleti non sono certamente paragonabili ad un anonimo giocatore di calcio di Serie A.
X Marcy
19 aprile 2015 19:05Bastiano
Il problema è che si rischia la vita a scendere in discesa dopo una simile insignificante salita. Che senso ha ai fini del risultato una salita simile ad oltre 2.000 metri, se sei lontanissimo dal traguardo? Non si può giocare con la vita dei ciclisti, per fare una salita quando neanche hai iniziato la diretta televisiva!
gare
19 aprile 2015 21:36siluro1946
Proporre queste gare è il giusto sistema per allontanare i giovani. Per molta gente, il ciclismo vero, è quello del "sono contento di essere arrivato <Uno>".
errata corrige
19 aprile 2015 22:32siluro1946
Il refuso è sempre in agguato, intendevo "sono contento di essere arrivato "UNO".
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