KITTEL. «Vino e Riis rovinano l'immagine del ciclismo»

DOPING | 22/12/2014 | 10:03
Sin dal suo approdo al professionismo, Marcel Kittel è stato uno dei corridori che si sono maggiormente esposti contro il doping e continua a farlo. «Il ciclismo è sporcato da ex corridori con un passato di doping che oggi fanno i team manager. Gente come Vinokourov e Riis, con la loro storia, continuano a macchiare il ciclismo, ce ne accorgiamo bene in Germania, dove è difficile far capire che le cose sono cambiate. La loro presenza desta sempre dei sospetti» ha detto il velocista della Giant in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine.
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COMMENTI
22 dicembre 2014 10:25 frect
Classico corridore guidato e coperto dall' UCI. Ma smettila.

k
22 dicembre 2014 11:05 superpiter
comunque sia.. ha coraggio. Mooolto bene. W Kittel. W tutti

X FRECT
22 dicembre 2014 11:12 azalai
Caro frect, come fai a dire che kittel sia un corridore dopato coperto dall'UCI, se ne hai le prove scrivile ed esponili. Commenti come il tuo, superficiali e basati sul nulla, non servono a niente

Almeno a Natale !
22 dicembre 2014 12:04 Bastiano
Come si può pensare che, con l'anonimato di possa calunniare persone o organizzazioni?
Guarda Frect che scrivi cose da denuncia. Documentati con un legale prima di scrivere che non conosci.

22 dicembre 2014 13:00 foxmulder
auguro a Kittel di non trovarsi mai senza un contratto! dimostra molto coraggio.

PER FRECT
22 dicembre 2014 13:33 ewiwa
Ma ti rendi conto di quello che hai scritto? io fossi Kittel ti porterei davanti ad un tribunale .
Se credi che ti puoi nascondere dietro un nick ti sbagli di grosso perchè sei rintracciabile......Direttore può intervenire facendo sparire da questo blog tutti questi giustizialisti che se ne sono impradoniti?

.........
22 dicembre 2014 13:34 passion
...... le difficoltà che dichiara di trovare Kittel in Germania, le troviamo anche noi tutti i giorni in Italia. E' sempre più difficile trovare persone che non associano il ciclismo al doping, è sempre più difficile trovare genitori e ragazzi che si fidano di chi è ancora corretto ed opera con la sola passione e la voglia di fare CICLISMO. Il problema non saranno solo Vonokourov e Riis ma il loro passato come il passato di altri, insieme al presente che ogni tanto, a dir poco ambiguamente, si ripropone, non aiutano la base ad andare avanti.

Kittel chi?
22 dicembre 2014 14:14 Bartoli64
Ah si, ora ricordo!

Si tratta di quello che NON fornisce i dati espressi in volata, e registrati dal suo misuratore di potenza, per non offrire “informazioni utili” agli avversari (o magari a qualcun altro mi scappa di pensare).

Non c’è che dire, deve proprio sentirsi le spalle grosse il tedesco… AUGURI!

Bartoli64

osservazione
22 dicembre 2014 14:52 pickett
Una delle tattiche + utilizzate dai dopati(e lo sono praticamente tutti),anzichè stare schisci e cercare di passare inosservati,é quella di sbraitare contro il doping.Fateci caso.In Italia c'era un corridore che nell'estate 2011 volava,e poi, da quando é partita una certa inchiesta su una certa farmacia... "I'm doping free",diceva.

CHI .....
22 dicembre 2014 15:21 EZIOMILANO
si usa dire " chi ha il sospetto ha il difetto ".....

DOVE...
22 dicembre 2014 15:34 Bartoli64
... si usa pure dire "la prima gallina che canta ha fatto l'uovo".

Bartoli64

wb
22 dicembre 2014 15:51 Walterone
Kittel ci mette le gambe, la faccia e soprattutto firma con nome e cognome le sue esternazioni. Nell' anonimato non vi e' un equa e costruttiva piattaforma di confronto. Walter Brambilla

BRAVO KITTEL
22 dicembre 2014 15:53 Marcy
sei uno dei pochi a non essere ipocrita complimenti e un grande in bocca al lupox 2015

anonimato ???
22 dicembre 2014 16:33 EZIOMILANO
per quanto mi riguarda uso il mio vero nome e cognome.....

Se non altro non è un ipocrita
22 dicembre 2014 16:59 Sagano
la sua uscita mi lascia sorpreso, lo facevo un tipo più superficiale e con poca personalità. Queste parole sono comunque positive perché commentano due persone che solo un cieco non può riconoscere come di troppo in un ciclismo pulito. Anche se comunque preferisco Riis,lo vedo più credibile come team manager. L'altro è meglio lasciar perdere...

vangelo!
22 dicembre 2014 20:11 delfino
Non so se kittel sia "cristiano" cmq piaccia o no quello che ha detto per me è VANGELO.

Grazie San Kittel

vangelo!
22 dicembre 2014 20:49 delfino
Parole come il" Vangelo" grazie San Kittel

x Bartoli64
23 dicembre 2014 09:06 SoCarlo
Non ho capito il suo intervento:
- Vinokourov e Riis hanno avuto nella loro carriera comportamenti tutt'altro che esemplari. Concorda? o non e' d'accordo solo perche' fatto notare dal pulpito sbagliato?

- i dati del SRM di Cavendish sono di pubblico dominio? Non avendoli trovati, assumo di no. Comportamento sospetto anche questo? Io direi di no. Un buon tecnico con i dati delle volate ci puo' impostare le strategie di gara (io lo faccio personalmente, con successo, da anni, e non sono uno specialista).

Buone feste a tutti!

Kittel?
23 dicembre 2014 09:35 fedaia66
ma non e' quello che al Giro d'Italia si ritiro' dalla corsa dopo esser stato oggetto di qualche maliziosa allusione?..Un evangelista un po' particolare, passatemi il termine..

ancora con i dati??????
23 dicembre 2014 15:25 fabry892
Quando e in testa e tu sei a ruota mancano 300mt e piano piano ti sfila!!!!!!!! e arrivi a 5/6 mt a cosa ti servono i dati se hai l'ordine d'arrivo!!!! o contano piu i dati?????

Rispondo a SoCarlo
23 dicembre 2014 19:12 Bartoli64
Egregio SoCarlo,
La ringrazio davvero per la domanda, alla quale rispondo subito, però non se ne abbia a male se poi evidenzio alcune Sue carenze tecniche a riguardo di watt, velocisti e volate.

Prima di tutto i dati di Kittel non li ho chiesti io, semmai la stampa, quindi ho solo riportato quello che già si sapeva dal Giro d’Italia (e se permette mi sono un po’ rotto le balls di essere additato come il Savonarola del ciclismo).

Quanto ai dati di Cavendish c’è da dire che, anche se non sono di dominio pubblico, che c’è comunque un filmato di Sky dove in telemetria si registra la sua velocità al termine di una volata svolta in allenamento (ed era bella alta). Le è sfuggito? Sembra proprio di si.

Quanto al non svelare quanti watt esprime in volata Kittel mi spiega dov’è il problema? Il tedesco (al contrario di SuperCav che è un velocista completamente diverso) non ha bisogno di prendere le ruote di nessuno per saltarlo negli ultimi mt., e neppure di scattare al momento giusto (il più possibile vicino al traguardo ma comunque un istante prima degli avversari).

Al velocista della Giant, infatti, tutto quel che occorre è solo un treno che lo lanci il più forte possibile, tanto se parte ai 300 mt. nessuno ha la forza di uscire dalla sua scia, se parte dopo anticipato da qualcun\'altro lo risucchia senza mezzi termini in appena 50/80 mt.

Tutto questo, tradotto in cifre, significa che Kittel è in grado di esprimere potenze di almeno 100 watt superiori ai suoi avversari che però, è bene rimarcarlo, sono TUTTI velocisti di altissimo livello e che già esplicano wattaggi straordinari (nell’ordine di 1.500 watt ed oltre).

Certo che, in una popolazione di circa 5 miliardi di persone, i fenomeni a questo mondo esistono statisticamente anche se sono rari, ma il problema, in questo caso, è che andrebbe dimostrato.

Vede caro SoCarlo, come Lei sa (o almeno spero) il ciclismo è sport le cui prestazioni sono facilmente misurabili (basta un SRM), perché allora non dimostrare coi mezzi tecnologici quello che si può fare?

Armstrong, ad esempio, nonostante che a più riprese gli sia stato richiesto, NON ha mai voluto mettersi a disposizione della scienza dimostrando (con SRM e studi sul Vo2max alla mano) i suoi “numeri” agli esperti.

Ma come poi sia finito Armstrong lo sa già da sé, spero senza che Le debba spiegare anche questo.

Bartoli64

ancora per Bartoli64
24 dicembre 2014 01:03 SoCarlo
dalla sua risposta mi pare di capire che Kittel non le stia proprio simpatico; neanche a me, ma tralasciamo.

Il filmato di Cav non l'ho visto, ma mi permetta di farle notare che c'e' differenza tra avere la velocita' massima ed i valori di potenza.
Se su questo non siamo d'accordo, non chiuderemo certo in questo spazio le nostre divergenze.

La sua descrizione del velocista tedesco e' corretta, e forse per questo si fa fatica ad inquadrarlo nella normale fisiologia.
L'argomento pero' sarebbe valido per tanti altri (a me Cav ha lasciato per anni l'amaro in bocca per la facilita' con cui vinceva).

Per la parte piu' tecnica: il valore massimo della potenza non sarebbe indicativo di nulla, quello che conta sono gli ultimi 60/120 secondi.
Se Kittel divulgasse i files delle sue gare, sarebbe relativamente facile scoprire i suoi punti deboli, se ne ha e se non ricorre a sostanze che aumentano la prestazione (per restare in tema: Riis divulgo' i dati di una sua gara vinta, una classica del nord, non ricordo quale, e quello che era impressionante non erano i valori assoluti, ma la capacita' di mantenerli per lunghi periodi di tempo, con massimi alla fine di una gara di 4 e passa ore. Cose da marziani!!)
Io stesso analizzo le mie gare su pista e dato che i corridori sono sempre gli stessi, in base a come e da chi ho perso in passato, sono in grado di stabilire la tattica di gara e gli allenamenti di alcune gare in base a chi partecipa. Non vinco lo stesso, ma sul podio adesso ci arrivo (ed i miei watts son sempre gli stessi, piu' o meno).
Hunter & Allen, nell'ultima versione del loro libro divulgativo, hanno un capitolo su come usare i files di gara per migliorare gli allenamenti: chiaramente, se applicato ai dati di Kittel, e con esperienza specifica, puo' essere un aiuto alla concorrenza.
Non voglio entrare nella letteratura specifica, che addirittura e' trattata in gruppi di discussione come wattage, per evidenziare come con quei file si possa trarre beneficio per battere il tedesco.

Nella mia, molto limitata e neanche recentissima, esperienza in Italia mi e' parso di comprendere come l'uso dei dati dei misuratori di potenza sia ancora appannaggio di pochi e di conseguenza l'uso che se ne puo' fare non completamente chiaro (vedi il commento di fabry892, a cui si potrebbe sarcasticamente rispondere in tanti di quei modi da far invidia a Bergerac).

Mi permetta di pungolarla alla fine: ma Riis e Vino non sarebbe meglio metterli alla porta? A me il russo sta antipatico a pelle...

Buon Natale!

Ancora per SoCarlo
24 dicembre 2014 10:50 Bartoli64
Egregio SoCarlo,
le sue osservazioni sono pertinenti, ma solo in parte a mio avviso, giacché, nel caso specifico, non si era parlato di avere i dati dell’intera corsa di Kittel, bensì quelli delle sue volate, ergo… parliamo di watt espressi negli ultimi 20/30 secondi di gara.

D’altro canto, essendo Lei un esperto del settore, non le sarà sfuggito che la “linea fatidica” per i velocisti di miglior livello sono (più o meno) corrisponde ai -250 mt. il che, tradotto in povere pedalate, si tratta 25/23 rivoluzioni complete.

Ecco, questo assunto con Kittel non vale, nel senso che il tedesco di pedalate al massimo della sua potenza ne può fare anche più di 30, e qualora sia per un qualche motivo costretto a partire più tardi il problema non si pone lo stesso, poiché la sua potenza gli permette comunque di girare rapporti più lunghi e ad frequenza superiore ai suoi avversari, in parole ancor più povere di fare nettamente più velocità.

Potenza, capacità lattacida e consumo di ossigeno fuori da ogni limite conosciuto della fisiologia umana dunque? Pare proprio di si…

Ovvio che questa mia sia una disamina di massima sulle volate-tipo del velocista di Giant, anche perché le situazioni di corsa possono cambiare e perché anche lui, in fondo, è un essere umano.

Da tecnico molto attento, però, dovrebbe ricordare due vittorie molto significative che Kittel ha ottenuto proprio quest’anno: la prima al Giro dove, con l’asfalto bagnato ed un finale tortuoso, Kittel aveva clamorosamente perso le ruote dei migliori sprinter per poi rimontarli facilmente come farebbe una moto da corsa con un 50ino; la seconda al Tour dove, con un arrivo che “picchiava” abbastanza per la sua pendenza, si è fatto comunque beffe della forza di gravità che lo penalizza (oltre che degli avversari).

A mio modesto avviso sono questi segnali inequivocabili di una potenza fenomenale, che come ho già detto è statisticamente possibile ma che andrebbe dimostrata con dati alla mano.

Kittel non vuol farlo? Liberissimo, però poi nessuno si lamenti se gli osservatori più attenti dell’ambiente glielo rimproverano e pensano male (in uno sport deve a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca).

Quanto alla gara di Riis gliela dico io quel’è era: una Amstel Gold Race dove levò di ruota gli avversari sulle difficili gobbe del Limburgo olandese (e pure da seduto), però stiamo parlando di altri tempi e di tutto un altro tipo di corridore.

Stesso discorso vale per Cavendish, tutto un altro tipo di velocista! L’inglese, infatti, è uno che di norma brucia gli avversari sul cambio di ritmo (sia che scatti per primo, sia che gli esca dalla ruota), che poi sappia mantenere wattaggi elevati è vero ma dubito possa mai arrivare a quelli di Kittel (e lui stesso lo ha capito bene).

Per quanto riguarda gli “studiosi” del settore mi permetta di esprimere un mio parere: non mi sono mai piaciuti! Nell’ambiente vedo troppa gente che gioca con la tecnologia e che tratta gli atleti come robot.
Sono persone che credono di avere la scienza infusa solo perché sanno padroneggiare bene la telematica, ma poi non hanno esperienza di corse e di corridori mentre il ciclismo è una cosa molto più semplice di quanto loro vorrebbero far credere (facendosi pagare bei soldoni).

Discorso Riis e Vino; ovvio che non piacciono neppure a me (specialmente il mefistofelico kazako), ma non vedo Kittel come la persona più idonea per esprimere un giudizio sul loro operato. Tutto qui.

Buon Natale anche a Lei.

Bartoli64

P.S. alla Giant c’è comunque un velocista molto più valido, vero e più completo di Kittel e si tratta di Degenkolb.
Ecco, quello si che mi pare un bel soggetto da analizzare nelle sue volate!

Ri-P.S. il commento di Fabry892 sarà un po’ “semplicistico”, però non credo sia andato distante dalla pura, dura e cruda realtà dei fatti.

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