SENZA CONTRATTO. Canuti: «Si stanno chiudendo tutte le porte»

PROFESSIONISTI | 02/12/2014 | 18:11
Se alcuni dei ragazzi che abbiamo sentito nei mesi scorsi hanno trovato squadra, c’è chi è ancora alla finestra speranzoso di poter gareggiare nel 2015. A vivere questo complicato stato d’animo c’è Federico Canuti, pesarese classe ’85, professionista dal 2008 che dopo 4 anni con la famiglia Reverberi alla CSF Group Navigare e alla Colnago CSF Inox, altre 2 stagioni alla Liquigas Cannondale e un ultimo anno trascorso negli States con la Rock Racing ora, come si suol dire, è “al vento”.

Come è andata l’avventura americana?


«Facendo parte di un team Elite ho corso con le Continental e Professional americane. Ho disputato solo tre corse, il 6 aprile la Redlands Classic, il 12 e 13 aprile a Laguna Seca la Sea Otter ed il 14 aprile il Los Angeles Circuit Race, raccogliendo due quarti posti e una vittoria. Alla quarta corsa che avevo in programma purtroppo sono caduto facendomi parecchio male. Mi sono lesionato la milza e rotto una costola, sono dovuto stare due mesi fermo e così è finita la mia stagione 2014».


Ora?

«Rientrando in Italia speravo di tornare nel ciclismo che conta, non pretendevo mi chiamasse un team World Tour o chissà che cosa, ma ritenendo di poter essere un valido elemento per una Professional o anche una Continental mi aspettavo il telefono squillasse. Mi voglio rimettere in gioco, per rilanciarmi, ma capisco che a dicembre è dura trovare ancora spazio».

Cosa ti ha dato il ciclismo finora?

«Molte soddisfazioni ma anche tante delusioni. Questo sport mi ha aiutato a crescere, a livello fisico e mentale, soprattuto quando due anni fa sono rimasto senza squadra e ho deciso di volare in America per continuare a svolgere il mio mestiere. Questo periodo difficile mi ha cambiato molto, intendo a livello di mentalità e pensiero, mi ha insegnato a non dare per scontato nulla. Quando corri in un grande team gareggi e basta, non ti rendi conto di quanto sei fortunato a non dover pensare ad altro se non a svolgere il lavoro che hai sognato fin da bambino. Quando ti si chiudono tutte le porte invece cadi dalle nuvole, ti rendi conto che è tardi per dire “avrei dovuto comportarmi diversamente…”».

Quanto puoi dare tu ancora al nostro ambiente?

«Ai team manager che hanno un posto libero nelle loro formazioni posso dire che sarei un corridore diverso e migliore di quello che sono stato in questi 6 anni, più maturo e affamato. Alternative professionali? Sto valutando diverse possibilità al di fuori del ciclismo, mi sto preparando all’eventualità di dover cambiare vita anche se rinunciare al ciclismo non sarà una scelta a cuor leggero. Per questo ci tengo a ringraziare chi, comunque vada, sta al mio fianco: la mia ragazza Azzurra, la mia famiglia e i miei amici, in particolare Uber, il mio amico-preparatore, che mi incoraggia a tener duro. Non sapete quanto è difficile allenarsi senza avere un contratto, l’incitamento di chi ti trasmette grinta e morale è fondamentale».

Giulia De Maio

I SENZA CONTRATTO

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Valerio AGNOLI; Davide VIGANO'; Paolo LONGO BORGHINI; Francesco CHICCHI; Stefano LOCATELLI; Andrea PALINI; Antonino PARRINELLO; Roberto DE PATRE; Luca DODI; Alessandro PETACCHI; Omar BERTAZZO; Angelo PAGANI; Manuel BELLETTI.

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