VEGNI DA 6, QUINTANA DA 5, LA GIURIA DA 2

I VOTI DEL DIRETTORE | 28/05/2014 | 19:53
di Pier Augusto Stagi           -

È la tappa del gesti e del gesto. Della voce grossa e delle voci roche. Dopo tante proteste il pretesto: rispettiamo il Giro. Tutto previsto. Lo sapevamo anche prima. Lo sapevano tutti, anche loro, anche Beppe Martinelli, che l’aveva detto a chiare lettere ieri sera immediatamente dopo la tappa: «Si andrà avanti, come se niente fosse successo. Qualcosa è successo, ma nel ciclismo si fa così…».
Il migliore, oggi, dopo tante manfrine, è Oleg Tinkoff, che si presenta vestito da ciclista con tanto di bicicletta alla riunione bucolica al centro di un cortile di Sarnonico e dice a chiare lettere ai tecnici riuniti cosa pensa e cosa andrebbe fatto secondo lui. Poi, poco dopo, lo dice anche a Tuttobiciweb. Loro – i direttori sportivi – chiedono all’organizzazione e al collegio di giuria la neutralizzazione del tempo accumulato da Nairo Quintana lungo la discesa dello Stelvio. Presentano istanza e poi si chiudono in una stanza nel motorhome Tinkoff Saxo ed espongono quanto è emerso dalla riunione; spiegano le loro ragioni a Vegni e alla giuria, ma non è dato sapere adesso, dopo il prevedibile “niet”, cosa abbiano intenzione di fare. Lo capiamo alla fine della tappa, quando salgono sul palco del Processo Davide Bramati e Luca Guercilena: non si farà niente. Le istanze sono state respinte dall’Uci e dal collegio di giuria e il gruppo procederà  a spingere regolarmente e normalmente sui pedali: come se nulla fosse successo. Moreno Argentin, ospite sul palco, come sempre va al nocciolo della questione, senza tanti giri di parole: «È la solita messa in scena. Ci si arrabbia, si fa la voce grossa e poi tutto resta come sempre, più di sempre». Voto 9. Ad Argentin.

Stefano PIRAZZI. 8. Un gesto atletico da grandissimo corridore, e un altro discutibile. Uno per ricordare Moreno Argentin, l’altro per ricordare Pavel Tonkov. Uno sotto gli occhi del fuoriclasse di San Donà di Piave, che in questo tipo di azioni era maestro. L’altro, il gesto dell’ombrello, in ricordo di Pavel Tonkov, anche lui maestro di simili gesti (a Fondo). Per quanto ci riguarda ci saremmo accontentati del gesto alla Argentin.

BARDIANI. 9. È l’Atletico Madrid del ciclismo: budget non da capogiro, ma squadra che onora il Giro come nessuno.

Nairo QUINTANA. 5. Non per la corsa di oggi, non per la corsa di ieri, ma per l’imbarazzo mostrato davanti ai microfoni del collega Marco Fantasia di RaiSport. Il colombiano giustamente rivendica l’impresa della Val Martello, ma poi alla domanda: hai superato delle moto con bandiera rossa?, balbetta come un ragazzino che non ha preparato la lezione.

Mauro VEGNI. 6. L’otto glielo do per aver coronato il sogno di Torriani dell’accoppiata Gavia-Stelvio. Gli do 4 per la scelta di provare in una gara così importante le safety-bike e le bandierine rosse. Se è per questo mi convincono poco pochissimo anche quelle rettangolari, che si vanno a sostituire a quelle triangolari che in tutto il mondo segnalano la direzione verso cui procedere. Insomma, siamo al Giro, le prove tecniche di trasmissione si potrebbero fare in altri momenti. In altre corse.

La GIURIA. 2. Sono gli arbitri delle corse. E allora mi domando e vi domando. Vegni prova delle soluzioni a fin di bene: moto e bandierine. Per eccesso di zelo. Per la sicurezza dei corridori. Ma loro, che sono lì e hanno il compito di valutare,  dove sono? Scrive l’Uci: «Preoccupati per la sicurezza, gli organizzatori hanno preso l'iniziativa di mettere le moto davanti ad ogni gruppo nella discesa dello Stelvio. Questo avrebbe dovuto essere approvato dai commissari e dalla Giuria e comunicato alle squadre in maniera più efficiente». Vero, Vegni avrebbe dovuto comunicare le sue iniziative alla giuria e la giuria avrebbe dovuto approvare. Il tutto insomma doveva essere comunicato in maniera più efficace e puntuale. Ma se la giuria vede moto, bandiere, situazioni strane, non è tenuta a capire cosa sta succedendo in corsa, ed eventualmente a vietare iniziative stravaganti?

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COMMENTI
NON C'è PROFESSIONALITA'
29 maggio 2014 06:08 venetacyclismo
Si è notato benissimo , vogliono fare il pro tour , cambiare il ciclismo ma chi gestisce i team , giurie , organizzatori alle prime difficoltà vanno in panico e fanno un sacco di cretinate.
Ma questi squadroni di ELITE che non fanno nulla mentre una piccola squadra già ha vinto tre tappe ( speriamo di non rievocare il passato) ma non si fanno un mia culpa , inesistenti , grandi direttori , anche Scinto era il migliore ora in questo giro sparito , inesistente , ma allora che sta succedendo.
Ragionate, ragionate

29 maggio 2014 06:46 foxmulder
Facciamo che Quintana becca 1'30" nella crono del Grappa e tutto torna a posto...

Speriamo veramente
29 maggio 2014 08:36 exciclistarosa
Speriamo che Quintani stracci tutti in questi giorni e voglio vedere che dicono ........ ci vogliono le gambe

x exciclistarosa
29 maggio 2014 11:02 siluro1946
E' per questa sua grande competenza che è un ex. Quintana non straccia nessuno.

Quintana disonesto
29 maggio 2014 12:45 paolo50
Ma anche se straccerà tutti non cambia il fatto che si è comportato in modo sleale e disonesto nei riguardi dei colleghi, e nello sport questo dovrebbe ancora contare.
Per giustizia, aldilà dei regolamenti, bisognerebbe almeno togliergli il tempo guadagnato in modo truffaldino nella discesa dello Stelvio. Poi magari vincerà comunque il giro perchè sembra essere il più forte ma per me resta anche il più disonesto

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