SBARCO ROSA. Ma siamo a Bari o a Beirut? FOTO

GIRO D'ITALIA | 12/05/2014 | 14:26
E sbarco fu. Il Giro d'Italia è atterrato a Bari dopo aver vissuto un bagno di folla e di pioggia in terra d'Irlanda.
Finalmente in Italia. Finalmente? Vien proprio da chiederselo arrivando alla Fiera del Levante, dove per oggi e domani è stato installato il quartier tappa, con la sala stampa, le sale per la Giuria, le strutture per l'antidoping e tutto quel che ruota attorno al Giro.

Bene, arrivando alla Fiera del Levante l'impressione è quella di aver sbagliato città, di non essere a Bari ma in un quartiere bombardato di Beirut, o peggio ancora in un villaggio abbandonato dopo un conflitto mondiale.
Muri scrostati, sporcizia imperante, palazzi fatiscenti, umidità regnante, incuria totale: è davvero sconfortante percorrerne i viali, attraversare questo che è sempre stato sbandierato come un polo di eccellenza del Mezzogiorno e che ora è ridotto ad una discarica. Come biglietto da visita per l'Italia che riaccoglie il Giro, non c'è male. Davvero.

da Bari, Pier Augusto Stagi
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COMMENTI
l'Italia non si merita il Giro d'Italia
12 maggio 2014 15:30 canepari
ma non generalizziamo... verrano posti migliori. Almeno c'è bel tempo?

bari
12 maggio 2014 17:41 siluro1946
Non capisco, qual è la notizia? (!!!)

Fiera del Levante - Bari
14 maggio 2014 16:45 vinxo
La Fiera del Levante sorge in un’area situata a pochi metri dal mare: qui l’azione corrosiva del vento e della salsedine ha un forte impatto non solo sull’intonaco delle mura perimetrali ma anche sulle strutture portanti che necessitano di periodica manutenzione. La Fiera del Levante non ha un calendario fitto di eventi lungo tutto l’anno e ci sono dei periodi di inattività durante i quali la manutenzione forse è trascurata. Durante le settimane che precedono la Campionaria di Settembre, la Fiera cerca di rifarsi il look e il quartiere fieristico torna ad essere più che dignitoso. Ora, l’Ente Fiera è in crisi e sarebbe assurdo negare l’evidenza: non so in quale area del quartiere fieristico siano stati ospitati gli addetti ai lavori, probabilmente non nel nuovo centro direzionale, ma credo che la presenza di diversi calcinacci per terra non sia sufficiente per poter parlare di “quartiere bombardato” né di “villaggio abbandonato dopo un conflitto mondiale”. Se i giornalisti hanno rilevato dei problemi di natura organizzativa e logistica è doveroso cercare i responsabili per chiedere spiegazioni, in chiave di miglioramento continuo, ma accostare Bari a Beirut mi sembra ingeneroso ed esagerato. Spero non anche malizioso.

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