Caso Rebellin: adesso il veneto frena e si sente ancora italiano

| 02/09/2004 | 00:00
Era stato lui stesso a comunicare agli organi di stampa (in particolare ai colleghi de "La Gazzetta dello Sport" che tutto era andato a buon fine, che la questione del passaporto argentino era da considerarsi praticamente conclusa. «Mi manca soltanto il documento che a giorni arriverà», aveva detto. Oggi, invece, arriva una brusca frenata, probabilmente di facciata, probabilmente soltanto in attesa che i tempi tecnici facciano il loro corso, probabimente anche perché sono in corso una serie di accertamenti regolamentari tra Uci e Federciclismo (per i primi problemi non ce ne sono, per i secondi sì). Ad ogni modo, dopo aver letto in questi giorni di tutto e di più sulla vincenda che avrebbe portato e porterà Rebellin ad essere cittadino argentino, e di conseguenza nostro avversario il prossimo 3 ottobre sul circuito iridato di Verona, fatevi voi una opinione leggendo queste poche righe diramate dall'ufficio stampa del corridore veneto. «Tutti danno già per certo l'avvenuto passaggio di cittadinanza di Davide Rebellin, da quella italiana a quella argentina, che il corridore veneto avrebbe richiesto per disputare i Mondiali di Verona nel prossimo mese di ottobre. Buona parte dei quotidiani, delle radio e delle tv nazionali (che Davide comunque ringrazia per l'attenzione prestata), hanno oggi dato l'ufficializzazione del passaggio; in verità questo però non è ancora avvenuto. Fino a quando il governo argentino non avrà rilasciato il passaporto, documento con il quale si attesta che Rebellin è a tutti gli effeti cittadino del paese sud-americano, lo stesso corridore deve sempre essere considerato cittadino dello Stato italiano».
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