Massimo Besnati. Quella nomina a medico azzurro e quel magone
PROFESSIONISTI | 26/04/2014 | 15:03 Non è un momento bello, eppure lo sarebbe eccome. Ci teneva tanto alla nomina di responsabile medico della nazionale italiana. Per Massimo Besnati (nella foto a sinistra, con il collega Claudio Ghisalberti, ndr), varesino di Busto Arsizio, classe ’50, questo nuovo incarico è a tutti gli effetti un premio alla carriera. Un vero e proprio punto d’arrivo. Ma arriva in un momento particolare della sua vita.
Lui, terzo di tre fratelli, sta vivendo la parte terminale della vita di Carlo, il fratello più grande. Carlo, classe ’45, una passionaccia per il mare, istruttore sub, tre giorni fa è stato colpito da un ictus. La corsa all’ospedale di Busto: ora si trova in stato vegetativo ricoverato in terapia intensiva. «Ma non c’è più niente da fare – dice facendosi forza Massimo -. Stava benissimo. Bene come pochi. Poi il 23 alle 14.15 si è sentito male e la situazione è subito precipitata. Ora è solo questione di tempo, ma non c’è più niente da fare».
Massimo e Aldo - l’altro fratello (classe’47) - stanno vivendo ore di grande tormento e dolore. Massimo fatica a parlare del suo nuovo incarico, che con la genuinità di chi è animato da passione aveva comunicato agli amici più vicini: noi tra questi.
«Quando ti avevo chiamato per dirti che il 16 aprile scorso il Consiglio Federale mi aveva ufficialmente nominato medico della nazionale ero davvero felice come un ragazzino – ci racconta con pudore -. Ci siamo dati appuntamento telefonico: “chiamami, così ti racconto dell’emozione che provo”. Ora che mi hai chiamato ho un grosso groppo in gola. È un peccato davvero non poter condividere questa mia gioia anche con Carlo che avrebbe gradito sicuramente».
Massimo è un medico sportivo di lungo corso con una grande passione per il teatro e la recitazione. Sposato con la signora Susy è padre di due figli: Nicola di 32 anni e Mattia di 20. Nicola è ragioniere e Mattia probabilmente farà il fisioterapista.
Medico dal 2010 della Katusha, Besnati ha cominciato la sua carriera di medico di società nel mondo professionistico nell’82 con la Bianchi Piaggio di Gian Carlo Ferretti. Nell’84 passa alla Metauro Mobili e poi dall’85 all’86 è alla Vini Ricordi di Mauro Battaglini e Roberto Poggiali. Nell’87 anno sabbatico. Poi all’Ariostea sempre con Ferretti. Nel’90 anno di pausa, per ricoprire la carica di presidente del Panathlon di Busto Arsizio. Nel’91 e ‘92 alla ZG Mobili con Gianni Savio. Mentre nel’93 passa alla Mercatone Uno. Nel’94 lo troviamo alla Brescialat con Bordonali, Giupponi e Leali. Nel’95 alla Refin con Primo Franchini. Nel’96 alla Gewiss con Emanuele Bombini, mentre nel’98 alla Riso Scotti sempre di Bombini. Nel ’99 alla Riso Scotti che Davide Boifava però rileva da Bombini. Nel 2000 all’Amica Chips sempre con Boifava. Nel 2001 e 2002 alla Mapei. Mentre nel 2003-2004 Cerchi Alessio di Bruno Cenghialta. Ritorna da Ferretti nel 2005, alla Fassa Bortolo. Poi sarà Milram con Gialuigi Stanga, dal 2006 al 2008. Nel 2009 alla Fuji Servetto con Mauro Gianetti. Mentre dal 2010 è alla Katusha. «Quando Luigi Simonetto, presidente della Commissione Tutela della Salute della Federciclismo - mi ha chiesto se mi faceva piacere diventare medico della Nazionale io ho risposto che mi avrebbe certamente onorato il ruolo, ma che io ero già impegnato con il team di Ekimov. Poi anche il Presidente Di Rocco mi ha spiegato che per loro non c’erano problemi e solo a quel punto ho chiesto a Ekimov se potevo accettare l’incarico. Viatcheslav ha solo voluto sapere se la mia attività azzurra andava a cozzare con quella del Team Katusha. Capito che ciò non poteva accadere, mi ha dato il suo benestare».
Socio fondatore e presidente dell’Aimec dal ’96 al 2008, Massimo Besnati è stato anche medico della ProPatria calcio per trent’anni. «Mi piace lo sport e sono felice di poter far parte della nuova nazionale di Davide Cassani. Al primo ritiro a Lido di Camaiore mi sentivo come un ragazzino al primo giorno di scuola. È una sensazione strana: sentirsi emozionati a 62 anni. Sono stimoli nuovi che fanno piacere. Mi spiace solo non poter condividere questa mia nuova esperienza con Carlo». E il racconto si interrompe. E l’emozione prende il posto alle parole.
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