SCARPONI. «Pronto per l'accoppiata Giro-Tour»

PROFESSIONISTI | 09/01/2014 | 17:00
Michele Scarponi è il volto nuovo in casa Astana. L’«aquila di Filottrano» è approdato nella corazzata kazaka per dare una mano al Tour de France al leader Vincenzo Nibali, ma gli hanno chiesto di fare anche l’antipasto al Giro d’Italia.

«Sarà il mio decimo Giro - ci racconta Scarponi -, l’accoppiata Giro-Tour l’ho fatta solo lo scorso anno e non è andata benissimo: tutti sapete che non è facile correre al massimo le due grandi corse a tappe. Quest’anno andrò in Francia con un altro ruolo, andrò per aiutare Vincenzo, quindi l'impegno sarà diverso ma non qper questo più tranquillo. Sarà difficilissimo perché, per aiutarlo a vincere, dovrò essere al top in determinati giorni non certo in tutti, e non è così automatico».

Al Giro uno come Scarponi lo si considera sempre da podio: dovrai fare classifica e anche da chioccia al promettentissimo, e scalpitante, Fabio Aru.
«Credo che Aru possa diventare uno dei corridori da corse a tappe del futuro. Ha già fatto buone cose lo scorso anno, e le farà anche quest’anno; io ho qualche annetto in più ed è giusto che abbia la responsabilità di fare classifica per la Astana. E questo significa stare davanti con i migliori fino all’ultimo giorno: dovrò mettercela tutta e chiaramente avrò come co-capitano, o grande aiutante, Aru e cercherò di farlo crescere nel modo giusto».

Cambia qualcosa di sicuro nella tua preparazione visto il bis Giro-Tour? Dobbiamo pensare ad esempio ad uno Scarponi fuori dai giochi alla Tirreno-Adriatico, corsa nella quale vai sempre bene e che hai vinto nel 2009?
«Sono molto molto motivato per il fatto di correre con una nuova maglia, la Astana è una squadra che mi piace tantissimo. Mi dà molti stimoli questa novità, ma è chiaro che se hai come obiettivo il Tour de France non puoi partire forte; io però in primavera vado sempre abbastanza bene, quindi vedremo. Adesso partirò per l'Argentina, poi disputerò Ruta del Sol in Spagna a febbraio, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo, quindi il Trentino prima del Giro. La Tirreno non la metto in archivio: in qualche corsa dovrò pur pedalare…, non posso farlo solo al Giro e al Tour; quindi cercherò di fare qualcosa di buono».

Valerio Zeccato
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