Gli organizzatori chiedono all'Uci più "wild card"

| 23/04/2006 | 00:00
Avviato con tante frizioni, il progetto 'ProTour' - voluto dalla Uci per selezionare un gruppo di squadre e di corse di pura elite - comincia a trovare punti d'accordo tra organizzatori, gruppi sportivi e federazione internazionale. Ma se i 'padroni' di Tour, Giro e Vuelta hanno realizzato con la Uci un progetto di accordo per cui tutte le squadre del ProTour devono partecipare a tutti i grandi giri e alle corse monumento (lasciando a ASO, RCS e Unipublic l'opzione di tre o quattro wild card), l' associazione internazionale AIOOC ha chiesto alla federazione internazionale di aumentare ''da un minimo di quattro, fino a sei'' le 'wild card' destinate a dare visibilita' ai team piu' piccoli in tutte le altre prove del calendario. Il direttivo dell' associazione internazionale degli organizzatori, presieduto dallo spagnolo Victor Cordedro (Unipublic, ovvero Vuelta), si e' riunito venerdi' a Liegi ed ha deciso di accogliere la proposta in tal senso avanzata dal promoter del Giro di Catalogna. ''E' una proposta di buon senso, utile anche per la sicurezza - spiega Angelo Zomegnan (nella foto), responsabile del Giro e degli eventi ciclistici di Rcs Sport - Comunque non riguarda assolutamente i grandi giri e le 'corse monumento'. Su queste deve restare l'obbligatorieta' di partecipazione di tutti i team del ProTour, ma ci sono altre gare alle quali non tutte queste squadre sono interessate a partecipare. Se gli organizzatori delle altre corse del calendario ProTour fossero obbligati a invitare 16 e non almeno 18 top team, potrebbero scegliere di dare piu' spazi ai team nazionali''. ''Tra l'altro - fa notare Zomegnan - gia' in passato abbiamo proposto che in queste gare di minor tradizione la presenza obbligatoria riguardi solo i due terzi dei team ProTour. Sarebbe utile anche per la sicurezza, perche' confesso che far correre 200 ciclisti su certe strade del Centro Italia, come e' successo alla nostra Tirreno-Adriatico, un po' di preoccupazione la da'. Senza contare i costi, tanto che gli organizzatori del Giro di Svizzera e del Romandia per ridurre i numeri hanno chiesto di poter iscrivere formazioni di soli 7 corridori''.
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