LIBRI | 30/10/2013 | 09:23 Attento osservatore dei vizi e delle virtù della società italiana, Piero Chiara ha mostrato una viva attenzione anche nei confronti del composito e complesso mondo dello sport. In particolare si è occupato di ciclismo, scrivendo occasionalmente su varie testate e vivendo la singolare esperienza di commentatore televisivo al Giro d’Italia del 1968. Per la prima volta sono qui raccolti i suoi testi più interessanti e curiosi, alcuni dei quali dedicati alla nascita del ciclismo e al fascino senza tempo del Giro d’Italia, la corsa nazionale capace di coinvolgere larghe masse di tifosi appassionati. In altre pagine compaiono i grandi campioni del passato, da Alfredo Binda a Felice Gimondi, e anche personaggi minori ma non meno affascinanti, come il ciclista varesino Augusto Zanzi. Tutti sono descritti e indagati con la solita inconfondibile cura artigianale di un maestro della prosa novecentesca quale è stato senz’altro Chiara. Un’occasione preziosa per leggere (o rileggere) testi poco noti, e insieme per celebrare in maniera originale lo scrittore luinese a cento anni dalla sua nascita.
L’opera, curata da Alberto Brambilla, non propone cronache di corse o narrazioni di imprese, bensì una serie di “sensazioni” vissute sfiornado la vita dei ciclisti, noti o meno noti che siano. Una visione particolare e inedita, nella quale anche piccole inesattezze nei dati vengono “nascoste” dalla piacevolezza della narraziuone che ci regala una penna sempre sensibile come quella di Piero Chiara. Il libro - 80 pagine, euro 9,90 - è edito da Nomos Edizioni di Busto Arsizio - www.nomosedizioni.it
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