L'Uci legalizza il doping e poi si sorprende

DOPING | 01/07/2013 | 18:14
Si corre il Tour del Centenario, ma non si fa altro che parlare di quello del ’98. Sì, il Tour vinto tra mille scandali e polemiche (l’affaire Festina, ndr) dal nostro compianto Marco Pantani.

In quegli anni il doping era dilagante, mentre la lotta al doping, come sempre, mostrava tutti i propri limiti. Alla fine di quel Tour, «portato in salvo da Marco Pantani», così ebbe modo di dire l’allora direttore del Tour Jean Marie Leblanc, i laboratori di Chatenay Malabry decisero di conservare quei campioni di urine (mai i corridori diedero il loro assenso consenso; nessuno è in grado di sapere come sono stati conservati quei campioni), come se fosse del buon vino da tenere gelosamente ad invecchiare in qualche «caveau» sperduto della Borgogna.

Nel 2004, l’AFLD - l’ente antidoping francese - decise di ricontrollare quei campioni con le più sofisticate e nuove metodologie in suo possesso. I risultati sono stati poi dati alla commissione d’inchiesta del Senato francese che li aveva commissionati. Quei risultati sui 60 campioni di urina analizzati con il nuovo sistema anti-epo, parlano di 44 i campioni positivi, attribuibili a 37 atleti. A questo punto la commissione d’inchiesta del Senato francese ha ordinato che a ciascuna ampolla di urina sia attribuito il nome dell’atleta. Il 18 luglio prossimo, giorno della doppia scalata dell’Alpe d’Huez, sarà resa nota la lista.

Ieri mattina, poco prima della progressione vincente del 27enne fiammingo Jan Bakelants, che si è aggiudicato la tappa strappando di fatto al tedesco Kittel la maglia gialla, a domanda specifica (“nel caso il nome di Pantani fosse nella lista dei 37, rischierebbe il Tour?”), il numero uno del ciclismo mondiale (UCI) Pat Mc Quaid ha risposto: «La cosa potrebbe essere presa in considerazione».

A questo punto però lasciamo da parte i regolamenti Wada, che dicono chiaramente che dopo otto anni un risultato è prescritto e nella vicenda Armstrong  il buon senso è stato calpestato perché l’Uci e l’ASO (gli organizzatori del Tour, ndr), per anni complici delle nefandezze del texano, non hanno potuto far nulla contro l’USADA (antidoping americano), che spingeva invece per la cancellazione di tutti i Tour. Quindi lasciamo da parte tutto e andiamo avanti facendo però un passo indietro.

Andiamo al 1996, quando nel ciclismo viene introdotto l’esame sangue-urine e messo il limite dell’ematocrito a 50%. In pratica, per arginare la piaga dell’EPO, l’Uci corre ai ripari e nella sostanza dice: ragazzi, fate come volete, ma non andate oltre questi limiti. Se un atleta aveva 36 di ematocrito (è “il valore, espresso in percentuale, della porzione di sangue occupata dai globuli rossi”), in pratica poteva fare uso di eritropoietina (EPO) per arricchire artificiosamente il proprio sangue di globuli rossi, quindi di ossigeno, fino al limite del 49%: un gran bel salto fisiologico. In pratica, ci si trovava a che fare un doping autorizzato e controllato.

Questo per dire che cosa? Che fanno sorridere oggi questi dotti medici sapienti che sono pronti a dirci che negli anni Novanta i ciclisti facevano uso di EPO, perché il fatto era assolutamente risaputo e regolamentato dal massimo organismo del ciclismo (l’UCI), con l’introduzione appunto del limite del 50%. Per non parlare poi del fatto che si va a rivangare cose e corse di 15 anni fa. Il ciclismo, a fatica, sta cercando in tutti i modi di ridarsi una credibilità, ma fa di tutto per cadere costantemente nel ridicolo.

Pier Augusto Stagi, direttore di tuttoBICI e tuttobiciweb.it
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COMMENTI
1 luglio 2013 19:00 dellaMancha
Noto con piacere che questa porcata trova lo sdegno unanime di tutti, da Gimondi a Capodacqua a Stagi. Evidentemente quando è troppo è troppo e su Pantani il troppo si è superato da tempo.

Provocazione
1 luglio 2013 21:08 Per89
Prima di dire voglio fare una lunga premessa!! Nel 1998 l'EPO era vietata, ma non si era in grado di riconoscerla, grazie sopratutto alle varie federazioni (non solo UCI) che avevano investito su Conconi per la lotta al doping... Proprio quel Conconi che con una mano faceva finta di combattere il doping, mentre con l'altra iniettava ogni porcheria... Non potendo vincere la guerra contro l'EPO e sopratutto per salvaguardare la salute dei corridori, venne introdotto la famosa soglia del 50%, che non era una legalizzazione dell'EPO. Naturalmente il limite del 50% venne poi visto dai vari preparatori come un obiettivo tutti volevano avere quel valore di ematocrito, tanto nessuno gli diceva nulla. La seconda considerazione è che ormai non lo dico io ma i fatti negli anni 90 probabilmente non c'era un corridore che uno pulito, quindi non mi meraviglia sapere che delle 60 provette 44 erano positive. Concordo con tutto quello detto da voi in precedenza nessuno aveva autorizzato la conservazione delle urine, la ricerca effettuata era per uno studio... Però io l'avevo detto quando era uscito il caso Armstrong, che la revoca dei sette tour creava un pericoloso precedente che avrebbe potuto riscrivere gli albi d'oro della fine degli anni 90.... Però in molti di voi mi hanno detto che Armstrong era un dopato i suoi tour dovevano essere revocati, poco importa dei regolamenti violati doveva pagare, come Ullrich e come Riis... Io ero contrario allora alla revoca del tour e lo sono ancor di più adesso, noto come sia all'UCI che alla FCI interessi molto il ciclismo. Voglio fare una domanda molto provocatoria che differenza c'è tra questi tre atleti e Pantani nel caso in cui il suo nome sarebbe in quella lista?

Nessuna
1 luglio 2013 23:39 bastonato
concordo con Per89. Il ciclismo ha alla sua guida delle marionette che si muovono a seconda di chi tira i fili. E' come dire: cambiamo la norma del fuorigioco e annulliamo le partite. Vi sembra una cosa seria? In un commento ad altro articolo (quello di Gimondi) si è fatto l'esempio dei limiti di velocità o della giustizia. Ebbene oggi viaggio a 130 e sono in regola, domani il limite lo abbassano e mi sommergono di multe perché il tutor ha memorizzato la mia velocità. Ci sostiene che sia giusto continuare a rompere le p....e con queste cose del 1998 è giusto che abbia questi dirigenti. La procura dovrebbe esigere tutti i nominativi legati a tutte le sacche di sangue e pubblicarle. Credo che anche i francesi si calmerebbero.

Uci
2 luglio 2013 09:17 cimo
Il problema vero è: mal'uci vuole davvero tirare una riga su tutti gli "albi d'oro" per così dire sospetti? A questo punto nessuno corsa o quasi degli ultimi venti anni buoni avrà un vincitore? Ma a cosa serve tutto ciò? a far dimenticare le ruberie e tutte le altre nefandezze che gli organi dirigenziali hanno compiuto ed ancora compiono? Con buona pace di tutti i risultati della strada delle corse anni 90 e seguiti sono veritieri perche il 99% dei corridori usava, più o meno, le stesse sostanze ergo, sicuramente erano tutti "carichi" ma i valori erano più o meno comunque quelli....
Diversamente i tour da cancellare (cosi come i giri, le vuelte etc.) non sono solo quelli del mostro Armstrong.....

Chiudere gli occhi no.
2 luglio 2013 15:39 valentissimo
Io non sono per chiudere gli occhi ma, neanche per rifare gli albi d'oro delle gare di 15 anni fa ma, una via di mezzo si potrebbe anche trovare.
Non squalifichiamo nessuno ma, mettendolo di fronte alla verità, potrebbe essere tentato a darci dettagli per quello che tutti sanno. D'ccordissimo con Pier89 sul fatto che l'EPO è sempre stata vietata ma, altrettanto d'accordo con il principio che tutto ciò che non può essere trovato oggi, sia da considerare lecito. Se ragioniamo così, il doping sarà ad esclusivo appannaggio di chi ha più soldi o di chi ha il medico più bravo e, non mi pare eticamente molto giusto.

O tutti o nessuno
2 luglio 2013 23:02 Monti1970
Hanno tolto tutto ad Armstrong quindi ,a questo punto, dovranno fare la stessa cosa con Pantani e tutti gli altri. Meglio sarebbe,restituire tutto ad Armstrong e lasciare stare tutto comé

3 luglio 2013 18:27 Melampo
Mi par di capire che tutti sono d'accordo sul fatto che negli anni '90 - 2000, il doping nel ciclismo la faceva da padrone (correggetemi se sbaglio).

Mi par di capire che tutti sono d'accordo sul fatto che oggi l'ambiente è ripulito dal doping, a parte rarissime eccezioni (correggetemi se sbaglio).

Citando un concetto di un altro blogger, vedendo la tappa di ieri del Tour, credo che le alternative siano due:
1) o che il doping non sia mai esistito (visto che ora non c'è ...);
2) o se il doping è esistito, allora non serviva a niente (visto che oggi si va più forte di allora ...).

Oppure:
3) .....

Riempitelo voi il punto 3) ...

Oppure
4 luglio 2013 22:21 Berto65
Oppure penso sia il numero 2

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