| 03/03/2006 | 00:00 Gentilissimo direttore,
visto che si è scatenata la “bagarre” su Pro Tour e Giro d'Italia, e visto che come team manager della Naturino Sapore di Mare sappiamo di non partecipare al Giro, posso affermare che questo è il nostro ultimo anno di attività, poiché i due sponsor principali del team non intendono più proseguire la loro esperienza nel ciclismo proprio per questi motivi. Prima di tutto dico che il presidente Cerato ha avuto un grande coraggio ad affrontare il problema, se consideriamo che tutti, qui, fanno “orecchie di mercante”.
Lasciamo perdere “maglie e magliette”: noi team professional e continental dobbiamo sederci attorno ad un tavolo come hanno fatto le squadre Pro Tour e incominciare a far sentire la nostra voce sino ad arrivare, se questo è necessario, a boicottare le gare ciclistiche. Mi piacerebbe vedere se ad un campionato italiano, noi professional e continental non partecipassimo cosa accadrebbe!
Io mi auguro che non si arrivi mai a questo gesto estremo, però dico che basterebbe un pò di buon senso: correre la Vuelta e il Giro d’Italia con 8 corridori e lasciare il Tour con 9 corridori, visto che questa corsa a tappe è più dura rispetto alle altre due, mi sembrera fattibile.
Poi voglio aggiungere un'altra riflessione: con questa secca chiusura non c'è più una leale concorrenza nel mercato dei corridori; una squadra professional è costretta a pagare il doppio, se non il triplo del valore di un corridore; mentre una Pro-Tour paga, forse, la metà del valore perché si trova in una posizione predominante. Si è parlato di Tas, bene, io ci metterei anche il Tar. Comunque, questa è una telenovela che sicuramente in futuro avrà dei colpi di scena.
In bocca al lupo a coloro che credono ancora in questo sport.
Vincenzo Santoni
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