Tragedia a Reggio Emilia, muore un corridore di 36 anni

AMATORI | 01/04/2013 | 19:30
Un ciclista amatore di 36 anni è morto per le conseguenze di un incidente nella volata finale di una gara della 'Pasqua del ciclistà, organizzata oggi dalla Ciclistica Correggio in collaborazione con la Lega Ciclismo Uisp di Reggio Emilia, prima prova del campionato provinciale. La gara su circuito veniva annunciata con al via oltre 200 cicloamatori, suddivisi in varie categorie. Il 36enne sarebbe finito contro un palo per una caduta nello sprint finale.
Secondo i primi accertamenti della Polizia Municipale dell'Unione Pianura Reggiana, intervenuta per i rilievi con i Carabinieri di Correggio, due ciclisti durante la volata d'arrivo, per causa ancora al vaglio, si sarebbero schiantati contro un palo della luce a seguito, probabilmente, di un contatto. Un impatto violento che ha visto i due amatori soccorsi dai sanitari del 118 e portati in ospedale. Un 36enne, di Spilamberto (Modena) è arrivato in ospedale in condizioni già gravissime e poco dopo ha cessato di vivere. Non sarebbero preoccupanti le condizioni dell'altro amatore coinvolto nell'incidente.
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COMMENTI
Di amatoriale non c'è più niente
1 aprile 2013 20:50 mdesanctis
Mi prenderò gli strali di tanti ma, da ex amatore che ha smesso qualche anno fa, che non ha mai vinto niente perché è sempre andato a pane e acqua (e buon vino), che non riusciva a fare più di 8.000/ 9.000 km all'anno, dico che in questa categoria di Amatoriale non è rimasto + niente. E' il mondo che mantiene economicamente l'industria della bicicletta e condivido il fatto che non sia possibile sospenderlo, ma ridimensionarlo si. Troppi esaltati n gruppo; troppo pericolo dietro ogni angolo, troppe "cariche" fai da te per competere in un circuito (come questo di Correggio, se ho ben capito); in una Granfondo; o solo x battere il compagno di squadra nell'uscita del weekend.
mdesanctis

mdesanctis
1 aprile 2013 23:14 carlino
Sei andato un po fuori tema? Che c'entra con la disgrazia che e' successo???

Vero
1 aprile 2013 23:26 ertymau
Condivido in pieno le parole di mdesantctis.
Questi fatti dovrebbero far riflettere bene su dove il ciclismo amatoriale sia arrivato.
Dispiace per il corridore e la sua famiglia.
Maurizio

CIAO!!!!!!!!!!!!
2 aprile 2013 00:08 glennpeter
Ciao!!!!!!!!!! Riposa in Pace!!!!!!!!!

Assurdità
2 aprile 2013 08:29 Psicologo
E' difficile accettare che si possa morire a soli 36 anni. Come appassionato ciclista trovo ancora più difficiele accettare che si possa morire in questo modo. Condivido le vostre opinioni e davvero dobbiamo interrogarci seriamente sul limite che vogliamo imporci, sul quanto possiamo e vogliamo spingerci per il piacere di praticare uno sport bellissimo, ma che non è esente da rischi.
Una provocazione: come mai gli organizzatori avevano lasciato un palo della luce privo di protezioni proprio in un punto dove si sapeva ci sarebbe stata una volata?

x Carlino
2 aprile 2013 09:11 mdesanctis
Hai ragione. Sono riflessioni a caldo di una persona, il sottoscritto, che ha smesso di fare queste corse quando gli è nato un figlio perché mi ero reso conto che diventavano sempre più pericolose.
Con tutto il rispetto e il cordoglio per i familiari della vittima permettetemi di esprimere questo concetto: non sono rimasto sorpreso dalla notizia. I rischi in queste corse sono sempre più dietro l'angolo. Condivido la provocazione di Psicologo. La ns passione è talmente cieca che partiamo (partivo) per queste corse con il solo obiettivo di competere senza neppure renderci conto dei pericoli. Dovrebbe stare agli organizzatori tutelare meglio i partecipanti.
mdesanctis

Rest in peace
2 aprile 2013 09:22 ilNik
Una tragedia. Non usiamola per esagerare con le parole. Anche chi fa(ceva) 25.000 km all'anno (come me) può andare a pane e acqua e sprintare se ne ha voglia e andare pure forte in salita.
Quello che non è possibile è morire contro un palo della luce sul rettilineo d'arrivo. Poi, come in tanti sport, il pericolo è dietro l'angolo, e nella bicicletta lo è anche di più.

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