INTERVISTA. Juan Curuchet, il figlio d'arte correrà in Italia
SALUTE | 22/01/2013 | 18:44 Conosciamo meglio "Juanito" Curuchet, figlio di Juan Curuchet, campione olimpico della madison a Pechino 2008 in coppia con Walter Perez, tra gli sportivi argentini più vittoriosi e anima del Tour de San Luis insieme al fratello Gabriel e a Giovanni Lombardi, che tra meno di un mese debutterà tra gli Under 23 in Italia con la maglia della Trevigiani Dynamon Bottoli. A che età hai iniziato a correre? «Gareggio solo da quattro anni, da quando ne avevo 16. Ci sono ragazzi della mia età che hanno alle spalle già dieci anni di gare, io invece sono un novellino (sorride, ndr). Corro sia su strada che in pista, anche se a dire la verità allenarmi nel tondino mi annoia un po' e visto che sono abituato a fare solo ciò che mi piace in genere opto per la strada. I miei risultati migliori? Due anni fa mi sono laureato campione panamericano su strada e campione panamericano della madison». Papà per la tua carriera ciclistica rappresenta un modello? «Certo, lui ne sa di ciclismo! É stato il mio allenatore (ora è seguito da Mirko Rossato, ndr) e ho la fortuna di averlo in casa, di vederlo tutti i giorni e di poter ricevere i suoi preziosi consigli». Tra poco ti vedremo correre in Italia… «Non vedo l'ora! Tra tre settimane sarò da voi, tra un mesetto in corsa. Sono felice di entrare a far parte di una squadra importante e accumulare esperienza in Europa, dove c'è il ciclismo che conta. Qui in Argentina il mondo delle due ruote sta crescendo molto, ma ora vorrei mettermi in mostra dove c'è il cuore del ciclismo». Cosa sogni per il futuro? «Vorrei arrivare al professionismo e disputare la corsa più importante al mondo, il Tour de France».
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