PANCALLI. «Spiace che nel ciclismo si speculi sul doping»
| 13/12/2012 | 12:48 «Il ciclismo ha portato a dei risultati straordinari. Essere collocati tra le prime 3 nazioni al mondo la dice lunga sulla bontà del lavoro svolto dalla federciclismo, dal Presidente Di Rocco e dal ct Mario Valentini, ma soprattutto dal valore tecnico degli azzurri presenti a Londra. Posso dire che ho vinto una scommessa: la federciclismo è stata la prima federazione olimpica ad inserire il ciclismo come disciplina paralimpica, a dimostrazione di un ciclismo che non ammette differenze». Sono le parole del presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli ai microfoni di Radio Manà Manà Sport. Il numero uno del CIP è tornato a parlare anche del caso di Fabrizio Macchi, escluso dalle paralimpiadi e poi assolto: «Sono rammaricato per quello che è accaduto a Fabrizio. Per qualsiasi persona che ha fatto l’atleta, perdere un appuntamento per il quale si è lavorato per anni èla cosa più dolorosa che poteva capitare. Sono convinto che Fabrizio saprà superare questo momento doloroso. Mi dispiace che qualcuno, in maniera speculativa, abbia parlato di doping e fin dall’inizio ho puntualizzato che il problema non era questo, semmai della violazione di una norma antidoping: sono due cose diverse e mi dispiace che nel ciclismo si speculi così tanto sul doping». Il presidente Pancalli ha commentato anche l'iniziativa lanciata da Oscar Pistorius, che correrà contro un cavallo. «Ognuno nella vita fa quello che vuole. Se Oscar è arrivato a dover cimentarsi in imprese di questo tipo per far parlare di sé, mi sembra che sia qualcosa che lo sminuisca. Un atleta come lui dovrebbe far parlare di sé nei campi d’atletica». Per il 2013 «L'obiettivo è quello di fondere in un’unica grande famiglia la casa dello sport italiano, una casa del comitato olimpico e paralimpico italiano”.
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