NAZIONALE. Bettini supervisore e Sciandri ct?

| 27/10/2012 | 09:24
Ci saranno rilevanti novità nello staff della nazionale se Renato Di Rocco dovesse essere rieletto alla presidenza della Federciclismo. Sembra infatti che ci sia allo studio un piano artciolato che porterebbe Paolo Bettini ad assumere la carica di responsabile di tutta l’attività azzurra mentre il ruolo di ct dei professionisti spetterebbe a Maximilian Sciandri. Scelta perlomeno curiosa visto che il buon Max, in possesso di doppio passaporto, in carriera ha sempre optato per la maglia della Gran Bretagna arrivando anche a conquistare una medaglia di bronzo olimpica ad Atlanta ’96 (era la “prima volta” per i prof) alle spalle di Richard e Sorensen.
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COMMENTI
Siamo al delirio.
27 ottobre 2012 10:23 valentissimo
Ma quest'uomo non ci dorme la notte per pensare simili assurdità?
Dopo un evasore fiscale scappato via dal suo Paese per non pagare le tasse, ora passiamo ed un altro ex che ha rinunciato alla correre con la nostra nazionale per omaggiare quella inglese.
Di Rocco facci un piacere, VAI VIA!!!!!!

Basta
27 ottobre 2012 11:04 Andy77
Ma di rocco vuole smetterla?

Ballerini e'diventato SUPERVISORIEr meriti da CT.
Bettini grande corridore ma come tecnico e' uno dei peggiori della storia in base ai risultati ottenuti
Sciandri ma scherziamo ? Per interessi ha scelto la Gbr e adesso ci rimanga poi se fosse così bravo la SKY e CAV perché non l' hanno tenuto?

Puntiamo su gente italiana e qualificata come Bruno Cenghialta oppure Luca Scinto senza dimenticare Davide Bramatio Fabio Baldato.

E no.... Troppo furbo il Presidente....

puliziaaaaa
27 ottobre 2012 11:45 maicol
Bisogna fare pulizia generale se si vuole far rivivere il ciclismo puntare sui giovani anche come cariche federali e come commissari tecnici ...di tutti i nomi fatti anche da Andy 77 sono ex corridori che hanno corso nel ciclismo in cui il doping era cosa comune ...poi nn capisco in tutto mondo corridori di quegli anni fanno outing sull uso di doping e in Italia che in quegli anni eravamo i più vincenti nessuno si espone ...allora eravamo proprio i più puliti .??e battevamo quelli che ne abusavano.?
Maaa io nn ci credo però

Non scherziamo
27 ottobre 2012 12:47 venetacyclismo
Questi nomi sono tutti foigli di quell'epoca, rottamare, rottamare, serve gente seria, anche se non sono stati Campioni, ma puliti, oneste, chiara, gente che ama questo sport.

Fenomeni
27 ottobre 2012 13:06 faustino
Ottimo, chissà se in due ne faranno 1 di buono? La mente ed il braccio, divertimento assicurato!

Fenomeni
27 ottobre 2012 13:10 faustino
Ottimo, chissà se in due ne faranno 1 di buono? La mente ed il braccio, divertimento assicurato!

Poche stronzate!
27 ottobre 2012 14:04 Bastiano
Ragazzi, che la proposta del ns. presidente Di Rocco sia degna di lui, non ci piove ma, sentire dire stupidaggini del genere, non ex ciclisti, mi pare tipico di chi di ciclismo non capisce nulla!!!
Come possiamo mettere nel ruolo di commissario tecnico una persona che non conosca per bene il settore dal di dentro?
Il passato, è passato e non serve più starcisi a logorare il fegato, pensiamo al futuro e non dimentichiamo che i controlli, per chi ha il passaporto biologico, funzionano eccome!!!! Forse qualche volta i potenti proteggono i Team o gli atleti più ricchi? Allora Facciamo pulizia ai vertici!!!

sanno di cosa parlano?
27 ottobre 2012 16:41 AERRE56
la storia dello sport, italiano per primo, è piena di medaglie raccolte con alla guida delle squadre commissari tecnici provenienti da altri paesi. ma che ce frega se sciandri ha rifiutato la maglia della nazionale? valutiamo invece se può essere l'uomo giusto in termini professionali. questo non lo posso fare io, non lo possono fare gli "esperti" che scrivono in questo blog. mi pongo invece un'altra domanda: serve un supervisore o dobbiamo solo dar lavoro a bettini? io investirei quei denari in un progetto strutturato, che oggi non c'è.

forza azzurri e W la bici.

Io dico si!!!!!
27 ottobre 2012 18:47 DanyM
Si vede proprio che voi è il ciclismo siete 2 cose differenti!!!!
Ricordo a tutti che Sciandri e' stato uno dei capi fila della rinascita del ciclismo Inglese con il progetto giovani, e i risultati ora si vedenano!!!!!!!
E noi abbiamo bisogno di un progetto!!!! Ecco perché Sciandri e' l uomo giusto!!!!

27 ottobre 2012 18:52 limatore
scusate... ma non è più in BMC?

PASSO INELUDIBILE: ROVESCIARE DI ROCCO
27 ottobre 2012 20:07 stargate
Ho difeso Bettini alle sue prime esperienze (Australia e Danimarca), perché il materiale umano a disposizione era quello che sappiamo e, in fondo, la squadra non aveva corso male. Lo stesso potrei fare per gli ultimi mondiali, ma non mi va giù che abbia accettato supinamente le estemporanee iniziative dirocchiate, sintomo, questo, a mio opinabilissimo giudizio, di asservimento al potere. Certo, a conti fatti, la squadra non sarebbe cambiata granché, viste le condizioni di alcuni che sarebbero stati papabili, ma il CT avrebbe dovuto far valere una questione di principio. Così, invece, sono impossibili progetti credibili, essendo ogni azione volta a non scontentare il padrone del vapore. Ora l’ipotesi dell’incarico di supervisore, se vera, confermerebbe questa sua vicinanza col nefasto Di Rocco. Con tanto di cappello per il suo passato, inviterei dunque il “californiano” a togliere il disturbo e a dedicarsi ad altro: un posto in sella alle moto della RAI o nei suoi salotti ciclistici si trova sempre.

Argomento Sciandri: la pregiudiziale secondo la quale si sarebbe macchiato di “tradimento” optando, da un certo punto in poi, per la nazionale britannica è, secondo me, infondata. Il nazionalismo inteso in questo senso è deleterio, al di là dei motivi che l’hanno spinto verso quella scelta. Sulle sue capacità, difficile pronunciarsi a fondo, ma guarderei con attenzione a quanto scritto da DanyM sul suo ruolo nella nazionale inglese. Devo, però, aggiungere che, come dichiarato non molto tempo fa dallo stesso Sciandri in un’intervista, apparsa, se non erro, anche su questo sito, a monte c’era un forte e ben delineato progetto della federazione. Come dire che il CT ha un suo ruolo importante, ma se gli danno degli asini non potrà mai vincere l’Arc de Triomphe. La domanda è dunque questa: qualcuno riuscirà a scalzare Di Rocco e i suoi sodali dallo scranno su cui poggiano le venerabili natiche da troppo tempo, e questo qualcuno sarà in grado di avviare un progetto di rinascita coordinato ed efficiente, senza passare sopra la testa del futuro CT, l’unico in gradi avere davvero il polso della situazione?

Ovviamente, chiunque sarà, il CT, non potrà che essere stato un corridore, anche se appartenente, per forza di cose, a quell’epoca del doping a gogò. L’importante è che non sia mai stato chiacchierato e che sia una persona dalle provate doti di serietà. Si potrà obiettare che non essere stato chiacchierato non esclude a priori la possibilità che anche lui abbia fatto ricorso a riprovevoli furberie, ma qui mi fermo, perché non amo la caccia alle streghe.

Avesse qualche anno in più (ne compirà 37, ma è ancora validissimo), io un nome lo avrei… (Alberto Pionca – Cagliari)

Grande Alberto Pionca!
27 ottobre 2012 21:18 Monti1970
Il miglior commentatore di questo blog. Anche questa volta ha centro. Concordo su tutto quello che ha scritto

Prima del Ct, il Presidente
27 ottobre 2012 22:03 glennpeter
Partiamo dalla base. Prima di parlare di un eventuale nuovo commissario tecnico, dovranno essere nominati i nuovi vertici della Federciclismo. E spero davvero vivamente che Renato di Rocco NON venga riconfermato a tale carica.

un nome lo avrei pure io
28 ottobre 2012 09:19 AERRE56
Un nome lo avrei pure io e mi meraviglio che nessuno lo abbia ancora citato. Si continua a nominare ex corridori (non ho nulla con gli ex corridori, lo sono stato a mia volta), i quali scesi dalla bicicletta si sono dovuti inventare un mestiere. Alcuni l'hanno fatto più o meno bene, molti l'hanno fatto più o meno male.

Per fare il ct della nazionale non serve avere padalato forte, saper passare le borracce, giudare la macchina meglio che un pilota di formula1. Certo serve capirne di ciclismo, di tattiche di gara; sarve saper scegliere gli uomini giusti al momento giusto, che per un giorno sposino la causa nazionale e non personale. Serve avere carisma, personalità, progettualità, saper stare di fronte ad un microfono. In altri sport, aimé più evoluti del nostro, non li chiamano più allenatori ma MANAGER.

C'è in giro un SIGNORE che ha deciso di fare questo mestiere, quello del MANAGER, a neppure trent'anni. Per farlo ha studiato inglese, ha studiato alla bocconi, ha fatto esperinza internazionale. Ha investito su se stesso, non si è solo seduto su di una ammiraglia, anche se quando serve lo fa senza problemi. Là dove mette mano ha successo, e non sarà un caso. È talmente rispettoso del ruolo del direttore sportivo (fa parte del suo dna) da aver istituto un premio, che quest'anno consegnerà a luca scinto, uno dei tanti nomi che ho letto a sproposito in queste settimane.

Fossi in di rocco ci farei un pensierino.

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