ARMSTRONG. Presidente, per il suo e il nostro bene, si dimetta

| 17/10/2012 | 17:01
È giunto il momento di chiedere un passo indietro. Un atto di lealtà e chiarezza. È giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza tentennamenti o indecisioni. È giunto il momento che non si giochi più a fare i finti tonti, perché noi e i tanti appassionati di ciclismo l'anello al naso non ce l'abbiamo ancora. Il caso Armstrong è lì da vedere e valutare. Corridori che accusano, la Nike che scappa (complimentoni ai sagaci manager del colosso americano), lo stesso Armstrong che ora si smarca e dà le dimissioni da presidente della sua associazione, Livestrong. L'Uci, il governo mondiale della bicicletta, che fa finta di nulla, e assiste alla Roma in fiamme dal suo palazzo dorato di Aigle e fa sapere che in venti giorni studierà attentamente il dossier dell'Usada. Fa sapere che il suo ufficio legale sarà veloce, fermo e rigoroso. Il problema è che a questo punto, dovrebbero solo farci sapere una cosa, a stretto giro di posta: quando il presidente Pat Mc Quaid e i suoi sodali abbandoneranno il loro incarico. Quando sceglieranno di prendere una posizione leale e virile facendo un passo indietro in attesa che qualcun altro decida senza loro di mezzo. Come è possibile che alla luce dei fatti emersi in queste settimane, loro che sono stati travolti quanto Armstrong dallo scandalo del texano, restino ineffabili al loro posto e decidano su una questione che li riguarda direttamente? Caro presidente, lo faccia per il bene del ciclismo e anche per se stesso, faccia un passo indietro. Lo faccia lei e quanti in questi anni sono stati con lei a dirigere le sorti di uno sport che sta pericolosamente affondando. Si faccia da parte. Almeno fin quando altri non avranno fatto chiarezza. Per il bene di tutti noi, e anche per il bene suo e dei suoi sodali.

Pier Augusto Stagi - direttore di tuttoBICI e tuttobiciweb.it
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COMMENTI
vattene!!
17 ottobre 2012 18:11 ale63
era ben quello che dava dei 'mafiosi" a noi italiani, vero?? Ale

17 ottobre 2012 18:59 tex
I politici ( e il nostro amico è fondamentalmente un politico ) non si dimettono mai...basta vedere cosa accade in Italia. Hanno la enorme capacità di districarsi e sgusciare via dai problemi che loro stessi creano ( vedi il nostro Di Rocco ), e soprattutto la prima cosa che fanno quando sono eletti si circondano e mettono nei posti chiave i loro amici più stretti. E' estremamente dura disfarsi di loro una volta che gli abbiamo dato quel potere , l'unica cosa sensata da fare è dare un limite temporale per tutte le cariche sia pubbliche che sportive vietando anche il riciclo in altri enti similari. Per cui , amici delegati a votare , meditate...meditate

è ora
17 ottobre 2012 19:09 lupin3
Qualcuno diceva "il ciclismo mi mancherà ma anch'io, ne sono sicuro, mancherò al ciclismo". Speriamo che Giustizia sia fatta e che il nostro sport possa ripartire sui binari giusti dopo questo scempio ventennale.

grandissimo come sempre Stagi!
17 ottobre 2012 21:16 pietrogiuliani
Il direttore Stagi e' uno dei pochissimi giornalisti con gli attributi che senza interessi ne paura esce dal guscio che racchiude questo sistema malato. Il suo coraggio dovrebbe servire a qualcosa e l'UCI dovrebbe prenderlo ad esempio anche se purtroppo ne dubito. Per il suo amore verso il ciclismo e per tante altre dimostrazioni che ha dato in questi anni, credo sarebbe l'unica persona adatta per togliere di mezzo Di Rocco. In toscana se ne parla molto e speriamo davvero che si candidi alla presidenza della FCI.

p.s.
17 ottobre 2012 21:19 pietrogiuliani
Sarebbe altrettanto significativo se il dr Stagi ci dicesse anche cosa ne pensa riguardo alla società stretta da Di Rocco e Zomegnan per l'organizzazione dei prossimi mondiali in toscana. Sembra che sia peggio della massoneria....una vera setta con l'unico scopo quello di fare soldi e potere...

UN PLAUSO AL DIRETTORE
17 ottobre 2012 22:45 ewiwa
Finalmente qualcuno parla, per me sono tutti colpevol iUCI, addetti ai lavori e giornalisti compresi che sicuramente sapevano ma sono stati zitti ed incensavano Armstrong, tutti sapevano che lo curava Ferrari addirittura Bulbarelli ad un giro di Francia gli fece in diretta una lunghissima intervista e mancava solo che lo baciava in bocca e convolavano a giuste nozze, un servizio vergognoso!!!!! Questo McQuaid deve andarsene ma Caro direttore deve prima dire perchè accettò i famosi centomila dollari da Armstrong e di questa cosa di una gravità inaudita non ne parla nessuno...come mai?

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