| 18/12/2005 | 00:00 "Questo è il periodo più bello dell'anno perché, mancandoci il confronto diretto con gli avversari, ci illudiamo di essere i più forti". Negli occhi di Orlando Maini l'emozione del primo giorno di scuola.
Per il terzo anno di fila, il diesse bolognese sarà al timone del team Lpr che, dopo le stagioni dell'apprendistato, ha condotto per mano tra le big del ciclismo mondiale: "Sul piano organizzativo - spiega - la squadra ha fatto un altro importante salto di qualità. Con l'arrivo di Roberto Damiani abbiamo acquisito un professionista capace, con un patrimonio di conoscenze che per la squadra saranno fondamentali. Per il resto, cercheremo di gestire il gruppo come abbiamo sempre fatto, ossia con la forza della serenità".
Dopo le diciotto vittorie della scorsa stagione, le ambizioni per il 2006 non possono essere di basso profilo: "In effetti - spiega con coraggio Maini - non è nostra intenzione nasconderci. Sappiamo che non potremo sbagliare troppe volte, ma in ogni caso - considerando anche la partenza di Napolitano - riuscire a confermare i risultati dell'ultimo anno sarebbe già un formidabile traguardo".
L'organico è più ampio di quello del 2005 e anche i cosidetti "uomini vincenti" sembrano, almeno sulla carta, molti di più. I riflettori, inutile dirlo, sono puntati soprattutto sui giovani velocisti Marzoli e Gavazzi, che avranno il delicato compito di non far rimpiangere Napolitano: "Con loro - spiega Maini - sono stato chiaro fin da subito: sono giovani e, come tali, devono crescere con gradualità, ma da loro mi aspetto comunque delle vittorie".
C'è grande curiosità anche attorno al venezuelano Ochoa: "E' un sudamericano atipico perché, oltre ad essere forte in salita, si difende molto bene anche a cronometro. Carlos ha fame di affermarsi, sta a noi metterlo nelle condizioni ottimali per rendere al massimo".
Ma tra un manipolo di giovani di belle speranze, non mancano le cosidette "certezze": da Valoti a Muraglia, da Aggiano a Konyshev, con la speranza che Dario Pieri torni, sul piano atletico, il prodigio di qualche anno fa: "Abbiamo costruito la squadra che volevamo - conclude Maini - adesso dipende soltanto da noi. Gli avversari, come al solito, non ci regaleranno niente, ma vedrete che, fra un anno, quando tireremo le somme, saremo ancora contenti".
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