TERRE DI TOSCANA. Anche Alfredo Martini applaude Reguigui

| 18/04/2012 | 19:00
E’ stata una giornata storica per il ciclismo. E non solo per quello algerino. Al “Toscana Terre di ciclismo” oggi infatti si è scritta una nuova pagina, una di quelle che fanno veramente capire che lo sport delle due ruote sta cambiando, si sta ampliando e lo sta facendo con chi al traguardo riesce a vincere con l’emozione di un bambino. Il successo di Youcef Reguigui, però, visto come una sorpresa dalla maggior parte, ad un occhio attento era nell’aria già da un po’. Esattamente da un anno quando il giovane riuscì a far segnare il 2° posto in volata alla 1° tappa proprio del Toscana Terre di ciclismo, dietro a quel Sean De Bie (Belgio) che oggi si è messo alle spalle.
«Eh sì, è vero…» ha detto Reguigui ricordando e aprendosi in un sorriso, lui che da due anni è all’interno della scuola dell’Uci e che fa parte del Groupement Sportif Petrolier Algerie, una delle realtà professionistiche che si sta affacciando al grande mondo delle due ruote. E la classe algerina si sta facendo notare dunque, con questo 22enne che dopo aver vinto, all’intervista in francese ed in audio, ha voluto prima di tutto salutare chi avrebbe ascoltato la registrazione, un piccolo gesto di cortesia ormai dimenticato da molti se non da tutti.
«Voglio ringraziare le persone che hanno organizzato questa manifestazione – ha esordito, lui che dal caldo dell’Algeria è riuscito a vincere in una giornata fredda che terminava a Gaiole in Chianti dopo aver preso il via da Figline Valdarno, 130.2 km ricche di duri saliscendi – è stata una tappa difficile per tutti, molto dura, con montagne, vento e pioggia che hanno reso il tutto ancor più complicato. Ho vinto seguendo la tattica del mio direttore sportivo Henry Jean Jacques unitamente al fatto che sono riuscito ad interpretare bene la corsa».
Poi l’urlo della vittoria a braccia alzate.
«Stamattina non ci pensavo ad una mia probabile vittoria – ha sorriso – a 10 km dall’arrivo quando il gruppo ha ripreso i fuggitivi (tra i quali l’italiano Cattaneo) ho deciso di rimanere in testa al gruppo perché avevo intuito che ci sarebbe stato lo spint nonostante l’arrivo in salita».
Ottima scelta che lo ha visto avvantaggiato in un tratto di certo insidioso e soprattutto gli ha permesso di partire in contropiede sugli avversari. Una perla che si aggiunge al suo palmares personale.
«Quest anno ho già vinto una corsa in Svizzera – ha spiegato – ho fatto una buona preparazione e la mia condizione è in progressione».
Youcef che per l’Algeria è ora un’ottima speranza per il futuro e che segue le orme del padre Abdelkadel, anch’esso uno dei migliori corridori nazionali.
«E’ bello vedere che stanno uscendo queste nuove realtà – ha detto il saggio Alfredo Martini quando ieri l’ha visto in fuga, presagendo quasi la vittoria di questo ragazzo – è la globalizzazione del ciclismo che si sta evolvendo».

di Laura Guerra
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