Sabato al Lombardia Gasperoni chiuderà la sua carriera

| 13/10/2005 | 00:00
Per l’addio al ciclismo, Cristian Gasperoni non ha scelto un giorno qualsiasi: dirà basta sabato, giorno del suo compleanno numero 35. Che poi questo coincida con il giro di Lombardia, una delle poche classiche che ancora può fregiarsi dell’aggettivo grande, è una felice suggestione: per un ciclista, non c’è niente di meglio che festeggiare in bicicletta. Fermandosi lì, dopo dieci stagioni di buon professionismo condite da sette vittorie, il ragazzo di Lugo farà un piccolo regalo a se stesso, ma non alla sua Romagna: di professionisti, questa terra storicamente fertile purtroppo ne conta sempre meno. Magari a ripopolarla un giorno provvederà lo stesso Gasperoni, mettendosi ad allevare talenti: in fondo, lo ha cominciato a fare già da corridore, dimostrando di averne anche la stoffa. Di che stoffa sia stato Gasperoni, lo dicono in coro Bruno Reverberi e Roberto Conti, vale a dire chi l’ha portato al professionismo e chi l’ha avuto accanto come compagno per tre stagioni: «Bravo ragazzo e buon corridore, che sapeva aiutare gli altri», raccontano entrambi. Tra quelli a cui ha fatto da spalla, il più celebre resta Pantani, nell’ultima mezza stagione in cui il tormentato campione di Cesenatico è riuscito a stare in bici, il 2003. Fra loro è stata una storia lunga una carriera: coetanei, a dieci anni erano già rivali, avendo entrambi qualità in salita. Curiosamente, il primo confronto finì in volata: vinse Gasperoni, che ancora conserva quell’ordine d’arrivo. Roba da raccontare ai nipoti: conoscendolo, alle figlie Matilde e Letizia il buon Cristian racconterà piuttosto di come la vita abbia trasformato quell’antico rivale prima in un amico e troppo presto in un rimpianto.
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