Merckx: la Francia ha sbagliato con Armstrong

| 12/10/2005 | 00:00
Ancora una volta Eddy Merckx non ha esitato aa difendere con forza il ciclismo e Lance Armstrong e lo ha fatto sulle colonne de L’Equipe. «Il doping non è un fenomeno nuovo, nel ciclismo come negli altri sport. Eppure il ciclismo sembra una vera e propria bestia nera. In realtà il doping è un autentico fenomeno economico, laboratori e industrie farmacetiche ne traggono guadagno, mentre i media fanno audience e molti altri si fanno pubblicità. Il doping conviene». Quanto all’affare Armstrong, Merckx conferma la sua linea di pensiero e si schiera nuovamente al fianco del campione texano: «Io posso capire che un giornaalista pubblichi i risultati della sua inchiesta, ma ho seri dubbi sul comportamento del laboratorio. E mi chiedo: perché solo Armstrong e non anche altri? Perché il ciclismo e non le urine dei calciatori impegnati nella Coppa del Mondo del 1998?». Secondo il Cannibale, l'affaire Armstrong ha gettato una volta di più discreddito sulla lotta al doping in Francia: «Sono appena tornato dagli Stati Uniti, ho incontrato il patron della Nike Phil Knight, ed il suo commento è stato molto duro nei confronti del laboratorio di Chatenaay-Malabry e dei francesi. Gli americani sono furiosi. Ne ho visti molti indossare magliette con slogan antifrancesi oppure con rane (il simbolo della Francia per i paesi anglosassoni) schiacciate ccon il cappello dei cowboy texani». Rispondendo alla domanda se sia possibile vincere il Tour senza doprasi, Merckx risponde: «Non posso dimostrarlo scientificamente, ma voglio credere che sia sempre possibile vincere un grande giro ssenza ricorrere al doping. Se pensiamo il contrario, allora è meglio abolire lo sport». Io ho sempre idealizzato il ciclismo, continuerò a farlo e francamente non credo che sia uno sport in pericolo. In unepoca in cui lo sport invade le nostre televisioni e in cui il pubblico avrebbe ragione ad essere saturo, io vedo ancora tantissima gente lungo le strade di tutto il mondo. È questo segnale che mi rende ottimista».
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