OSCAR TUTTOBICI. Valerio Conti, la zampata del figlio d'arte

| 04/11/2011 | 08:54
Valerio Conti è il vincitore dell’Oscar tuttoBICI Juniores Gran Premio LIQUIGAS. Romano classe 1993, è figlio d’arte (suo papà Franco è stato professionista per otto anni e da dilettante ha vinto il Giro Baby). Con la maglia della Guazzolini Coratti quest’anno ha vinto dieci corse tra le quali la 3Tre Bresciana, l’internazionale di Solighetto, la Pisa-Livorno e la prima tappa del Trofeo Karlsberg in maglia azzurra. È stato secondo al Campionato Italiano dietro a Riccardo Donato, terzo al Giro di Lunigiana e quarto all’europeo di Offida. Conosciamolo meglio.

Presentati.
«Sono un ragazzo socievole, a cui piace parlare e passare il proprio tempo con gli amici. Sono all’ultimo anno di Ragioneria e ho un’unica grande passione: il ciclismo. In casa respiro l’amore per le due ruote da sempre perché sia mio papà Franco che mio zio Noè hanno corso nella massima categoria. Le mie prime gare le ho disputate tra gli Esordienti del 2° anno, prima ho giocato a calcio. Al momento il mio corridore preferito è Contador».

Ti aspettavi di far così bene quest’anno?
«Sinceramente no. Ci speravo, ma le 11 vittorie che ho raccolto hanno superato le mie aspettative. Il Trofeo Guido Dorigo a Solighetto (TV) e la prova di Coppa del Mondo in Germania sono le soddisfazioni più belle che il 2011 mi ha regalato. L’Oscar tuttoBICI è un bel premio. Anche in questa classifica pensavo di poter far bene, ma non di vincere. Sono contento».

L’anno prossimo in che squadra ti vedremo?
«Passo dilettante con la Mastromarco, il primo anno mi hanno già detto in tanti che è molto duro, ma sono sereno e ho voglia di mettermi alla prova in questa categoria. Non ho fretta di emergere, ho già parlato con i direttori sportivi e sono sereno perché ho capito che ci tengono a farmi crescere gradualmente e non pretendono risultati a tutti i costi. Se poi qualche bel segnale arriva fin da subito, ben venga».

Da grande cosa vorresti diventare?
«Per ora il ciclismo è divertimento e passione, ma sono uno che per natura guarda avanti quindi un pensierino al futuro lo faccio di già. Come tutti i ragazzi della mia età che praticano ciclismo sogno di diventare un corridore professionista e di ottenere buoni risultati tra i grandi».

Quindi vorresti seguire le orme di papà e zio?
«Esatto. Magari riesco a fare anche meglio di loro (sorride, ndr)».

Giulia De Maio
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