REPLICA. Raimondo Scimone: «Siamo estranei a tutto»
| 21/09/2011 | 19:19 Riceviamo una nota stampa da Raimondo Scimone e volentieri pubblichiamo:
«Leggo con stupore ed amarezza l’articolo apparso sul quotidiano «Il Corriere della Sera» che riporta notizie su indagini in corso presso la Procura della Repubblica di Padova. Ero ovviamente a conoscenza dell’indagine, che mi risulta tutt’ora in corso, anche se non ho ancora avuto disponibilità degli atti, che dovrebbero essere coperti da segreto istruttorio. Anche per questo, non ho ancora avuto la possibilità di confrontarmi con l’ipotesi accusatoria, non avendo ricevuto alcuna precisa contestazione. Posso sicuramente affermare che sia io sia i corridori da me rappresentati, alcuni dei quali vengono menzionati nell’articolo, siamo estranei ad illeciti rilevanti sotto il profilo professionale. Non sono state sequestrate sostanze dopanti né sono state riscontrate positività. Riteniamo, parlo anche a nome dei miei corridori, di poter contestare quello che definirei, dalla lettura dell’articolo, un’improbabile teorema accusatorio. Valuteremo io ed i corridori da me rappresentati, unitamente ad i nostri legali, se vi siano i presupposti per denunciare la violazione del segreto istruttorio, violazione che avviene proprio in un momento i cui sono in corso, come noto, le trattative per i rinnovi contrattuali di tutti i corridori. Sarà una coincidenza, ma non posso non rilevarla. Anche per questa ragione, valuteremo se sollecitare un confronto con la Procura per chiarire ogni aspetto dell’indagine e sgombrare ogni sospetto nella sede giudiziaria competente.
Ottima melina quella del Sig. Scimone, il cui momento culminante giunge al pronunciare le seguenti parole:
“Posso sicuramente affermare che sia io sia i corridori da me rappresentati, alcuni dei quali vengono menzionati nell’articolo, siamo estranei ad illeciti rilevanti sotto il profilo professionale. Non sono state sequestrate sostanze dopanti né sono state riscontrate positività”.
Certo, se non sono state rilevate positività o non sono state rinvenute sostanze dopanti, sembrerebbe che i soggetti coinvolti nulla abbiano da temere dalla Magistratura Sportiva peccato, però, che il Sig. Scimone tralasci un particolare importante, vale a dire quello del traffico di valuta tra l’Italia e la Svizzera (e probabilmente anche in buona parte dell’Europa) destinato – secondo quanto scritto dal redattore del Corsera - ad onorare, tra le altre ipotesi, le cospicue parcelle dei soliti “guru” della medicina sportiva (leggasi del doping).
Ovvio che sta ora alla Magistratura inquirente (in questo caso quella Ordinaria), tramutare le ipotesi accusatorie in prove reali e tangibili che conducano gli eventuali responsabili ad processo prima e ad una giusta condanna poi, ma se tali prove fossero successivamente in grado di dimostare che tali traffici di valuta erano direttamente connessi al doping? Come la mettiamo?
Eh, si, perchè per la legge italiana non è responsabile del reato di doping solo chi lo utilizza o lo spaccia, ma anche chi ne favorisce l’uso, e questa è una cosa che il Sig. Scimone ben conosce (anche se, in questo caso, fa finta di non considerarla).
In ogni caso, quello di attvità illecite connesse al doping sarebbe il male minore giacchè qui si parla di reati ben più gravi come il riciclaggio, l’evasione fiscale e la truffa.
Per quanto riguarda la violazione del segreto istruttorio non mi sembra che ne ricorrano gli estremi, comunque lo stesso Sig. Scimone ha il diritto di spogere querela nel caso in cui si senta leso in un suo diritto, anche se ben difficilmente riuscirà mai a forzare il sacrosanto segreto professionale del giornalista che ha redatto l’articolo in questione.
Per quanto riguarda la “strana” (secondo il Sig. Scimone) conteporaneità dell’articolo con i rinnovi contrattuali dei corridori da lui assistiti, mi sembra solo un blando tentatativo di rafforzare lo schema di “melina” di cui sopra.
Cos'è? Il giornalista è stato assoldato dai team manager per ritoccare al ribasso i compensi degli atleti? Oppure si tratta del dispetto di un altro procuratore invidioso? Il Sig. Scimone non ce lo spiega.
Confidi nella Giustizia Sig. Scimone (e nei suoi avvocati), però ci risparmi certi giri e rigiri di parole che, in realtà, non dimostrano nulla se non l’intento di offendere l’intelligenza delle persone (molto poca per la verità in questo ambiente), o di creare confusione in chi è poco addentro in tematiche giudiziarie.
Bartoli64
Ma per favore
22 settembre 2011 08:35goldvegeta
Caro scimone si meraviglia dell'articolo quando già sapeva dell'indagine e dei suoi risvolti.... Nell'articolo poi non si e' parlato di doping ma di ben altro e molto più grave... Vorrei porre una domanda, invece di presentarvi agli inquirenti motivateci e spiegateci i vostri spostamenti continui in svizzera e i pacchi di soldi ke giravano..... Ciao e grazie
.........e la privacy????
22 settembre 2011 09:07valentissimo
Comprendo tutto quanto è nell'inchiesta e la sua gravità ma, non possiamo ignorare che ci sono persone all'interno di uffici giudiziari che, non senza fini di lucro, hanno consegnato ai giornalisti documenti che dovrebbero essere inaccessibili. Questa è una cosa di una gravità assoluta, sia come violazione del "sacro diritto della privacy" che, delle necessità istruttorie con rischio di compromissione della stessa indagine. Mi meraviglio che ci sia chi non lo denunci. Non esiste nessun diritto di informazione, quando lo si fa violando la privacy altrui ed ottenendo con corruzione documenti riservati, questa è solo violazione delle leggi!!!!
Se poi vogliamo punire con la pena dell'ergastolo chi commette reati fiscali o di doping, facciamolo pure ma, non ignoriamo il problema più grave.
Valentinissimo ma di cosa parli !!!!
22 settembre 2011 10:31goldvegeta
Scusami la privacy va invocata tra soggetti civili non vale per ipotesi di reato.... Ma poi hai letto l'articolo?! Il sig. Procuratore già ne era accorrente dell'inchiesta lo sapevano pure i sassi.... Quindi di che parli ?! Il berlusconismo ha rovinato questo paese e il ciclismo ne e' un brutto esempio della degenerazione dei comportamenti civili....
Il trucco c’è ma non si vede
22 settembre 2011 10:59radiocorsa
Ma scusate le scommesse sulle corse ciclistiche truccate cosa c’entrano con il doping? C’entrano, perché con i corridori dopati si truccano i risultati delle gare e anche le vincite ai botteghini, così al posto dei cavalli si prendono i ciclisti, e il discorso fila, procuratori, managers, ds, dottori, banchieri, ops bancari, qualche corridore e il gioco è fatto e si innesta anche l’aumento dell’ingaggio. L’articolo è chiaro verooo… certo che è chiaro, come era chiaro il marcio delle scommesse clandestine in altri sports, ma guarda caso il trattamento è diverso, questo si deve dire!, non che non si deve scoperchiare quello che succede manipolando gli atleti, e la loro salute, di tutti gli sports per tornaconto personale, comprese le federazioni che tacciono per qualche medaglia e non solo in Italia. Per quanto riguarda l’articolista che: “Non uno spallone, né un tycoon della finanza. No, un campione dello sport e di uno sport considerato povero: il ciclismo”, povero è il suo articolo, che ad inchiesta ancora aperta, estrapola dalla documentazione sotto segreto istruttorio, “Ma sono decine i fatti e i nomi finiti in un fascicolo tenuto molto riservato dagli inquirenti italiani” congetture riservate agli inquirenti. Non una parola sul male che fa il doping alla salute di chi lo pratica.
P.s. mancano i nomi di Anquetil e di Coppi ma tanto il ciclismo è povero.
....
22 settembre 2011 15:15Fra74
...uhm...vedremo Sig. Scimone l'evolversi della vicenda giudiziaria, è possibile che sia una bolla di sapone..però aspettiamo nel valutare il tutto...
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