TOUR. A Super Besse qualcosa si è mosso...

| 09/07/2011 | 19:26
Qualcosa si è mosso fra i big della classifica, e finalmente non è successo per una caduta.
Negli ultimi 1500 metri della salita che porta a Super-Besse Alberto Contador ha voluto testare la condizione dei suoi rivali, ricevendo risposte pronte e decise.
Il Re per ben due volte ha provato a togliersi di ruota i pretendenti al suo trono, ma ha dovuto fare i conti con una pendenza non terribile e con degli avversari che sembrano, rispetto agli anni passati, più vicini al suo livello.
Come una formazione di calcio da imparare a memoria, così la sequenza di ruote dietro a quella di Contador rischia di diventare, ora di fine Tour, un ritornello. Nell’ordine Andy Schleck, Cadel Evans, Van Den Broeck, Frank Schleck, Samuel Sanchez, il sorprendente Peter Velits e i nostri Cunego e Basso sono stati i più lesti ad accodarsi al Re.
All’elenco manca Robert Gesink, ancora alle prese con i postumi di una caduta di due giorni fa, arrivato con 1’23” di ritardo da Rui Costa e 1’08” dagli altri big.
Lucido dopo l’arrivo, Contador analizza la gara. “Sapevo che il finale sarebbe stato molto complicato e ho voluto vedere cosa sarebbe successo se avessi attaccato. Il bilancio della mia tappa è più che positivo, di questi tempi sono contento se arrivo senza cadere, figuriamoci se sono davanti nel finale… I prossimi giorni saranno importanti per recuperare ancora, poi Pirenei e Alpi diranno chi è davvero il più forte”.
Anche Andy Schleck, il suo grande rivale, si mostra fiducioso. “Mi aspettavo un attacco di Alberto, e per questo all’inizio della salita mi sono incollato alla sua ruota e non l’ho più mollata. Sto bene e sono molto ottimista, soprattutto dopo aver visto, in una giornata difficile come quella di oggi, quanto vanno forte i miei compagni di squadra”.
Su tutti Frank, il fratellone, che aggiunge: “Contador ha fatto bene ad attaccare, come minimo per far guadagnare posizioni in corsa alla sua ammiraglia. Noi usciamo soddisfatti da questo piccolo test anche perché un avversario pericoloso come Gesink ha lasciato per strada più di un minuto”.

da Super Besse, Francesco Cerruti
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