FIGURE E FIGURINE. Un Gatto da Oscar

| 28/05/2011 | 18:35
di ANGELO COSTA   -
 
Un applauso a Oscar Gatto: è uno dei rari velocisti a concludere il suo Giro a Milano. Se non un’impresa, un piccolo capolavoro di serietà: mentre a Ravenna i suoi colleghi del reparto velocità hanno allestito un pullman per tornare a casa, lui ha tirato dritto. Pur avendo un paio di scuse buone per fermarsi e andare sotto l’ombrellone, come faceva qualche suo illustre predecessore. La prima, comune agli altri: non aver più sprint a disposizione. La seconda, personalissima: aver regalato una tappa dal sapore storico alla sua squadra, la Farnese dello scoppiettante Scinto, che nella corsa rosa non aveva mai vinto. Invece no: a 24 anni, Gatto non si è seduto sugli allori di Tropea e si è dato l’obiettivo di arrivare in fondo, per dimostrare di essere un corridore totale, non solo uno che aspetta le volate. O che, alla prima occasione utile, vola via.
Da Ravenna in qua, il velocista veneto non si è certo annoiato: anche se la corsa non gli ha offerto tante occasioni, il sistema per darsi da fare l’ha trovato. Intanto è stato uno dei più richiesti nella festa di compleanno dell’autista del team: serviva un Gatto per intrattenere la bimba del festeggiato. Poi ha recitato in qualche sketch mattutino girato dalla tv al villaggio di partenza: piccoli ruoli, anche se non da Oscar. Infine, ha dato una mano ai compagni in corsa, sacrificandosi per loro: l’espressione ‘le borracce arrivano col Gatto’, molto in voga sulle montagne del  Giro, è infatti riferita a lui e non al famoso mezzo che viaggia sulle nevi.
In sintesi: alle porte di Milano, Gatto è ancora qui. Non certo aggrappato con le unghie alla classifica: è comodamente sistemato al centocinquesimo posto, che significa essersi lasciato alle spalle almeno un terzo del gruppo. Un risultato straordinario per un ragazzo che anche lo scorso anno, al suo primo Giro, riuscì ad onorare l’impegno di arrivare fino in fondo. Letteralmente: chiuse all’ultimo posto, maglia nera. Per questo ha voluto subito rimediare: non è mai bello passare alla storia come Gatto nero.
 

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