Ivailo Gabrovski, protagonista da scoprire

| 06/08/2005 | 00:00
Dopo i recenti e significativi successi colti da Ivailo Gabrovsky, il nuovo arrivato in casa Berchi-Balkanpharma, ecco una sua intervista per conoscerlo meglio Quali sono le motivazioni che ti hanno portato a vestire la maglia della Berchi-Balkanpharma? "La Berchi è una squadra italiana, che però ha l’affiliazione in Bulgaria; alcuni dei corridori tesserati sono bulgari così come bulgari sono anche alcuni dirigenti. Quindi una formazione che ha forti radici nel mio Paese. Allora ho pensato che attraverso la Berchi, di cui tra l’altro tutti mi avevano descritto come un team piccolo ma ben organizzato, avrei anche potuto aiutare lo sviluppo del ciclismo nel mio Paese". Come hai trovato l’ambiente in Berchi? "Non mi sarei mai aspettato un’organizzazione così professionale in una squadra, piccola sì, ma molto seria. La Berchi ha una struttura di prim’ordine, ben gestita dal team manager Zammicheli con il quale ho trovato da subito un buon feeling. In Berchi ognuno ha il suo ruolo: il dr. Borgarani, posturologo, dirige lo staff medico composto da osteopata, fisioterapista, dietologo, pneumologo e preparatore atletico. Grazie alla loro esperienza ora ho un nuovo assetto in bicicletta e credo proprio che ciò sia alla base del mio recente miglioramento. Ora sono un corridore più vincente. Dal lato tecnico ho notato che Roberto Miodini e lo stesso Zammicheli, appoggiati al preparatore, possono sicuramente portare innovazioni nel ciclismo. Ma gran merito della serenità dell’ambiente credo sia del presidente Roberto Chiapponi, che più che uno sponsor è un padre per tutti noi. Nonostante i suoi molteplici impegni, per noi è sempre disponibile. Un vero innamorato del ciclismo e dello sport". Illustraci le tue caratteristiche tecniche di corridore. "Mi considero un corridore completo. Sono abbastanza veloce, mi difendo bene in salita e ho un buon recupero che mi aiuta nelle corse a tappe. Soffro un po’ le lunghe distanze ma ultimamente, allenandomi duramente, sto migliorando e sono più competitivo alla distanza". Il tuo inizio coi colori della Berchi-Balkanpharma è stato a dir poco scoppiettante: 6 vittorie in soli 25 giorni. Puoi farcele rivivere iniziando dall'affermazione al Giro di Romania? "Dato che il regolamento UCI prevedeva il tesseramento nel mese di giugno, ho iniziato ufficialmente a correre con la maglia Berchi al Giro di Romania, che già conoscevo per averlo corso nel 2002. La corsa si presentava difficile per la folta partecipazione di squadre europee di primo livello, tedesche, moldave, ucraine, olandesi e russe. Diciamo che le sensazioni dell’inizio erano positive: mi sentivo in forma e la squadra girava bene. Ho vinto la prima tappa, e quindi abbiamo dovuto controllare la corsa da subito, poi con due secondi posti nella seconda e nella sesta tappa ho rinforzato il mio vantaggio sull’ucraino Dumitru e l’olandese De Haan. Poi nell’ultima tappa, che aveva l’arrivo in salita, grazie a un grande lavoro della squadr, sono riuscito ad attaccare a fondo e ad arrivare con due minuti di vantaggi, vincendo tappa e Giro". Il tuo stato di forma sembra molto buono. E gli obiettivi futuri quali sono? "Avendo corso la prima parte di stagione con la Miche, all’inizio avevo impostato altri programmi. Ora con il nuovo staff tecnico abbiamo rivisto tutta la mia preparazione in funzione di fare bene prima ai Campionati Nazionali (che ha vinto ndr) e poi, dopo un rallentamento in agosto, ri-accelerare al Giro di Bulgaria per arrivare in piena forma a i mondiali di Madrid". Il rapporto coi tuoi nuovi compagni di squadra com'è? "Essendo tutti noi ragazzi giovani e con tanta voglia di imparare non è stato difficile inserirmi nel gruppo, dove ho trovato molta disponibilità e rispetto. Penso che sia un buon gruppo su cui lavorare per il futuro". In ultimo, vogliamo far conoscere il Gabvrilov nella sua vita privata. Sei sposato? "Ancora no. Non sono riuscito a trovare una donna così innamorata da sopportare il mio carattere zingaro".
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