Gasparotto scopre il Giro del Friuli: mi piace, ci punto

| 01/02/2011 | 17:33
«È un percorso adatto alle mie caratteristiche e quindi un pensierino per la vittoria finale certamente lo posso fare anche io». Così il sacilese Enrico Gasparotto, atleta dell’Astana e testimonial del Giro del Friuli Venezia Giulia per professionisti di quest’anno, sintetizza il test lungo il tracciato compiuto ieri insieme agli organizzatori della manifestazione per verificare in quali punti il percorso possa essere ancora migliorato per renderlo più spettacolare e avvincente. La prova è stata compiuta percorrendo tutti i quasi 190 chilometri da Pordenone a Gorizia, itinerario al momento ancora però top secret in attesa di svelarlo al pubblico nel corso di una conferenza stampa che si terrà sabato 26 febbraio alle 11.30 nella sala consiliare della Provincia a Pordenone. L’occasione è servita allo staff, guidato dal patron Gianni Biz, per registrare anche un video promozionale della gara, con gli interventi delle diverse autorità che, a vario titolo, sosterranno il Giro.

Soddisfatto per aver provato in anteprima il tracciato, Gasparotto non ha per nulla nascosto la sua ambizione di essere tra i pretendenti al titolo di campione del Giro 2011. Per l’atleta dell’Astana, il tratto del circuito finale in salita – come vuole la tradizione – che quest’anno si correrà sui pendii del colle di San Floriano non è una novità poiché già testato nel 2006 in occasione del campionato italiano. «Questa salita rispetto a quella di quattro anni fa – spiega Gasparotto - sarà affrontata su un versane leggermente più semplice e quindi un po’ meno impegnativo rispetto a quello del campionato italiano del 2006, allora vinto da Bettini. Per cui ritengo che questa edizione del Giro sia adatta non solo agli scalatori ma anche a presone un po’ più veloci. Credo si possa arrivare nella parte finale della gara con un gruppetto 25-30 corridori pronti a contendersi il traguardo allo sprint. Tra lo scollinamento e l’arrivo c’è spazio per recuperare lo svantaggio accumulato rispetto a chi è andato in fuga. Però negli ultimi 4-5 chilometri ci sono nascoste delle insidie, perché il percorso prevede dei falsipiani. Se il gruppo non è ben organizzato qualcuno potrebbe dare il colpo del finisseur».

Quindi il suo pronostico per la gara. «Parlando egoisticamente – conclude Gasparotto - ritengo che questo percorso sia molto adatto alle mie caratteristiche. Perciò cercherò di trovarmi al 100 per cento della condizione fisica per il 3 marzo. Avendo provato il percorso in anticipo per dare dei suggerimenti agli organizzatori, so già a che cosa andrò incontro e quindi potrò valutare con attenzione quali siano i punti in cui tenere duro e quali invece quelli in cui potrò sorprendere gli avversari».
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