Pellizotti: in questo Tour cerco un ruolo da protagonista

| 04/07/2005 | 00:00
Forse non sarà tra i protagonisti di questa prima settimana del Tour, ma sicuramente un ruolo di rilievo potrebbe assumerlo quando la Grande Boucle andrà ad affrontare Alpi e Pirenei. Una primavera intensa con piazzamenti e successi significativi: tappa di Faenza e Classifica finale della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. Con queste importanti premesse, Franco Pellizotti affronta la sua seconda esperienza sulle strade francesi. «Dopo la Liegi-Bastogne-Liegi, la mia ultima gara, ho ripreso con il Giro della Svizzera. Era previsto che il mio avvicinamento al Tour avvenisse secondo questi programmi». Quali sono stati i sintomi che hai avvertito al rientro alle competizioni? «Abbastanza buoni. È chiaro che con uno stop agonistico di quaranta giorni, abbia fatto un po' di fatica. Mi mancava il ritmo. Addirittura, venti giorni prima del Giro di Svizzera ho preso un virus intestinale che mi ha costretto ad un riposo forzato di quattro o cinque giorni, rallentando la mia preparazione. Sono comunque uscito in crescendo dalla corsa elvetica, per cui mi trovo sereno e fiducioso ad affrontare questa nuova avventura sulle strade del Tour». Tra l'altro, anche a Montesilvano nel Campionato Italiano, sei stato molto brillante. «Ho giocato le mie carte sull'ultima salita, cercando di portar fuori un guppetto. Quando però è rientrato il gruppo, sapevo che Gasparotto possiede uno spunto più veloce del mio ed abbiamo cercato di sfruttare al meglio questa possibilità. È andata bene!». Che cosa puoi dirci di questo giovane, friulano come te. «È un bell'atleta. È passato professionista che non lo conoscevo. Però, già al ritiro di gennaio dove è stato mio compagno di camera, ho potuto appurare che fosse anche un gran bravo ragazzo. A Montesilvano poi, ma del resto qualcosa di interessante aveva già fatto vedere al Giro di Catalogna, ha dimostrato di possedere le carte in regola per diventare un ottimo corridore». Tornando al Tour, pensi che con Garzelli presente, contrariamente a quanto previsto dai programmi invernali, possa cambiare qualcosa in seno alle gerarchie di squadra? «Sarà la strada a dare la risposta. Lì si vedrà chi andrà più forte e chi meno. Penso comunque che anche io e Cioni avremo sicuramente la possibilità di giocarci al meglio le nostre possibilità. Spero comunque che si vada forte tutti e tre. Se questo avverrà, avremo sicuramente maggiori possibilità per ottenere ottimi risultati. Se staremo bene e correremo con intelligenza, potremo sicuramente prenderci delle belle soddisfazioni». A quando risale il tuo debutto nella Grand Boucle? «Esattamente a due anni fa, nel 2003. Avevo già corso il Giro d'Italia e mi dissero che avrei dovuto prendere il via al Tour, appena pochi giorni prima della partenza. Così, sono partito un po‚ sorpreso, allo sbaraglio. Le motivazioni c'erano, tra l'altro era anche il Tour del Centenario. Ho sofferto parecchio, anche se sono riuscito a finirlo ed a piazzarmi a metà classifica. È stata una gran bella esperienza che potrebbe tornarmi utile già da quest'anno». Proverai a curare la classifica generale? «Premetto che in questa prima settimana dove le tappe sono abbastanza piatte, non starò certo a lottare per cercare di non perdere quei dieci o quindici secondi. Cercherò di stare tranquillo e di aspettare le tappe dure. Se ci saranno le condizioni per curare la classifica bene, altrimenti cercherò di togliermi qualche soddisfazione in qualche tappa». Ritieni che anche Cioni e Garzelli adotteranno la stessa tattica nella prima settimana? «Forse Garzelli ha più esperienza a proposito e potrebbe porre più attenzione già dall'inizio. Non saranno sicuramente eventuali manciate di secondi persi nella prima settimana che dovrebbero cambiarci la vita. Sarà sicuramente più opportuno fare attenzione, non cadere e presentarsi al meglio quando arriveranno i nostri terreni. All'inizio tutti stanno bene e sono in molti a cercare la maglia gialla. Tutto questo agonismo e nervosismo comporterà inevitabilmente un aumento del rischio di cadute». La cronosquadre sarà uno dei primi verdetti del Tour. Con quali ambizioni la affronta il team Liquigas-Bianchi? «Siamo tranquilli e fiduciosi. Abbiamo una grande squadra e penso che potremo anche giocarci la vittoria. Sicuramente non perderemo più di tanto. Sulla carta abbiamo le potenzialità per dire la nostra e fare una grande crono». Nessuno di voi è venuto a provare qualche tappa? «Solo Garzelli. Quando noi eravamo impegnati al Giro della Svizzera, Stefano ha provato alcune tappe dei Pirenei». Preferisci le salite delle Alpi o quelle dei Pirenei? «Non fa differenza. L'importante sarà star bene ed arrivare a quelle tappe al cento per cento. Sono sereno e tranquillo. Quello che dovevo fare l'ho fatto e credo di essermi preparato al meglio. Anche in squadra il clima è sereno. Non ci sono intorno a noi particolari pressioni. Ad oggi, la Liquigas Bianchi ha ottenuto già molti e buoni risultati per cui penso che anche questo che ci aiuterà». Del resto il Pellizotti che abbiamo apprezzato nella prima parte di stagione era un atleta molto competitivo che dava l'idea di essere cresciuto moltissimo rispetto alle delle passate stagioni. «Sono fiducioso anche per questo. In questa primavera ho dimostrato sulle salite di poter lottare con i più forti. Terrei pertanto a far vedere qualcosa di molto importante a questo Tour, una vetrina mondiale di assoluto spessore». Roberto Sardelli
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