| 09/12/2010 | 08:58 Mamma Cinzia e papà Silvano si sono rassegnati. «Il ciclismo è uno sport pericoloso, per le strade lecchesi c’è troppo traffico» andavano ripetendo nel 1997 quando il piccolo Giorgio Brambilla iniziava a correre nella categoria G3. Gli anni sono passati, Giorgio è diventato grande e la sua testardaggine ha avuto la meglio. A ventidue anni ha appena concluso la sua prima stagione da ciclista professionista: è caduto in un paio di occasioni facendo preoccupare i suoi genitori, che tirando il solito sospiro di sollievo, sono sicuramente orgogliosi di lui. Com’è stato il tuo debutto nella massima categoria? «A Donoratico, al “Costa degli etruschi”, con un 7 posto. È stato davvero emozionante correre per la prima volta con chi fino al giorno prima avevo visto solo in televisione». E la tua prima stagione tra i professionisti? «É stata sicuramente la più difficile da quando corro, soprattutto per via di due infortuni che mi hanno bloccato nei momenti in cui avrei potuto fare meglio. Prima una brutta caduta al “Giro di Sardegna” in volata a oltre 60 Km/h dove oltre alle classiche escoriazioni, che erano davvero tante, ho anche incrinato il bacino. Ho tenuto duro per portare a termine la corsa a tappe, ma poi sono dovuto stare fermo parecchio. Nella seconda parte di stagione, dopo un buon periodo di preparazione a Livigno, sono stato fermato da una lombalgia posturale diagnosticata tardi (pensavano fosse un’ernia e mi hanno bombardato di antinfiammatori inutilmente), che mi ha costretto a terminare la stagione a metà agosto. Nonostante tutto, ho raccolto cinque piazzamenti nei primi dieci in meno di trenta gare disputate. Questi risultati e la schiena, che ora non fa più male, mi rendono ottimista per il 2011». Finite le corse ti sei concesso un po’ di vacanza? «Sì, sono andato a New York con la mia famiglia per una settimana. Ora sono a Fuerteventura ad allenarmi, in Brianza fa decisamente troppo freddo». Il 2011 ti vedrà ancora in maglia De Rosa. «Ho firmato un contratto biennale con Fabio Bordonali, quindi sarò con lui anche per il 2011. Quest’anno la formazione si chiamerà De Rosa Ceramica Flaminia, spero che con l’accoppiata degli sponsor possa arrivare qualche invito per le corse più importanti». A cosa punti? «L'obiettivo per la prossima stagione è di migliorare sotto tutti gli aspetti e cercare di centrare una vittoria». Pensando al tuo futuro come ti immagini? «Negli anni a venire vorrei poter correre nel nord Europa, lì c'è il terreno in cui penso di potermi esprimere al meglio e lì si trova la corsa che sicuramente più mi affascina: la Parigi Roubaix. L’ho già assaggiata due volte quando correvo tra gli Under 23 arrivando secondo e terzo, ma tra i professionisti immagino sia tutta un’altra cosa. A breve vorrei anche portare a termine gli studi, mi mancano pochi esami per laurearmi in “Scienze motorie e dello sport”».
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