CASTELFRANCO DI SOTTO(PI).- Dopo oltre vent’anni di attività la stagione 2010 segna purtroppo l’addio al ciclismo almeno come attività a livello juniores, del gruppo Elettromeccanica Brotini-Lupi di Castelfranco di Sotto-S.Croce sull’Arno. Difficoltà nella gestione del team ciclistico hanno costretto i dirigenti Pietro e Daniele Brotini a questa decisione che non può che amareggiare gli appassionati di ciclismo che hanno seguito la società del comprensorio del cuoio e delle pelli assai attiva anche in campo organizzativo fino a pochi anni or sono. Molte le gare allestite, diverse le vittorie ottenute ed i giovani che dopo aver indossato la maglia della Brotini sono passati nei dilettanti. E sempre in quel periodo la piena collaborazione con altre società della zona per lo sviluppo dell’attività ciclistica ad iniziare da quella con l’U.C. Ponte a Egola. I primi segni di difficoltà nella passata stagione, ma in tutti c’era la speranza che la società potesse superargli e continuare, cosa che invece non avverrà. Luciana Gradassi direttore sportivo della compagine juniores, signora spigliata, capace e profonda conoscitrice del ciclismo, ha cercato con passione fino all’ultimo di resistere poi ha mollato. L’ultima sua stagione alla guida della Brotini juniores, sostenuta fino all’ultimo anche dal Gruppo Lupi di Pontedera è stata conclusa con qualche piazzamento frutto soprattutto di Nicolò Tosciri, Alexander Adami e Salvatore D’Angelo, che sono risultati i migliori della formazione. Tosciri è giunto terzo a Casciana Alta ed in provincia di Ravenna, Adami quarto nel Giro della Versilia Storica e quinto a S.Salvadore di Lucca, mentre D’Angelo ha riportato due quinti posti nelle gare a S.Michele di Ravenna e Rubiera. La compagine 2010 prevedeva oltre al terzetto citato anche Roberto Benvenuti, Alessio Diminutto, David Marchetti, Cesare Nieri, Kamil Piaseski, Mattia Salvini. Nel bilancio stagionale dell’Elettromeccanica Brotini qualche buona prestazione anche da parte dei due esordienti Morelli e Bagni. Si chiude un capitolo, la zona del cuoio e delle pelli, ciclisticamente parlando resta più “povera”, la speranza che sia solo un arrivederci.
ANTONIO MANNORI
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