| 16/10/2010 | 18:56 Il primo che ha aderito al progetto è Ivan Basso, la maglia rosa più recente. Quella indossata domenica 30 maggio a Verona, al termine dell’ultimo Giro, da sabato 16 ottobre sosterà definitivamente presso il Museo del Ghisallo, con una dedica speciale. Il campione varesino ha voluto anticipare tutti nella romantica “caccia” alle Maglie Rosa che dal 1931 accompagnano il Giro, simbolo inconfondibile del primato in classifica generale. Il primo a indossarla fu Learco Guerra il 10 maggio 1931, al termine della Milano-Mantova, all’esordio di quel Giro. Da allora ne sono state assegnate oltre 1.500. Le Maglie Rosa del passato sono il felice presupposto di Giro for Ghisallo, un progetto che ha l’ambizione di ricomporre, nel tempo, l’intera collezione dei simboli del primato. Almeno una Maglia Rosa per ciascuna delle 75 edizioni che l’hanno contemplata dovrebbe figurare nel Museo non lontano dal Santuario caro ai ciclisti.
Altri campioni hanno già manifestato l’intenzione di privarsi di una maglia rosa per concederla al Museo del Ghisallo ma il grande bacino dei possibili offerenti sono gli appassionati di ciclismo, che nel tempo l’hanno ricevuta in dono dai campioni o dai comprimari che l’hanno indossata. E a questi tifosi che si rivolge Giro for Ghisallo con un patto di simpatia: “il ciclismo ti ha regalato tanto, è tempo di ricompensarlo.”
Per ogni Maglia donata, il Giro d’Italia verserà al Museo del Ghisallo la somma di 500 euro. Saranno inoltre creati eventi promozionali e rassegne itineranti per rendere le vicende delle Maglie Rosa una vera e propria collezione di opere d’arte. E come tale, patrimonio di tutti.
A sostegno del progetto, da oggi sono on-line un blog dedicato (www.giroditalia.it/ghisallo) e una fan page su facebook (Giro for Ghisallo) dove si potrà assaporare, giorno dopo giorno, la caccia alle Maglie con interviste, contributi speciali e interventi degli stessi appassionati e scoprire come prendere parte all’iniziativa.
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