MTB Europei: Fontana e Lechner, stelle e non turisti

| 10/07/2010 | 16:43
Il milanese Marco Aurelio Fontana e la bolzanina Eva Lechner si sono riconfermate le stelle del nostro fuoiristrada. Infatti, la premiata ditta “Fontana – Lechner”, nel corso
dei Campionati Europei Cross Country di mountain bike, conclusisi  ad
Haifa, in Istraele, hanno regalato all’Italia tre medaglie: una d’
argento nella corsa time realy (cronostaffetta a sqadre), prova
inaugurale della rassegna continentale israeliana, e le altre due nelle
gare cross country élite, prove conclusivi degli Europei MTB. Non solo,
ma se la sfortuna non si fosse accanita nei confronti di Eva Lechner,
pupilla di Ernesto Colnago, il celebre costruttore lombardo di bici da
corsa,  sicuramente, le medaglie, anziché di bronzo, avrebbe potuto
essere d’oro. Nella cronostaffetta a squadre, infatti, la campionessa
bolzanina è caduta a mille metri dall’arrivo, compromettendo la
prestazione del quartetto “azzurro”, composto dall’élite milanese Marco
Aurelio Fontana, dallo junior altoatesino Maximilian Vieder, dalla
campionessa italiana élite Eva Lechner e dall’Under 23, bolzanino
Gerhard Kerschbaumer. Non solo, ma come se non bastasse, dopo una
brillante corsa d’attacco, Eva Lechner ha visto svanire il sogno di
lottare per il successo nell’Europeo Cross Country Donne Elite, in
seguito a dolorosi crampi, di cui è rimasta vittima durante il quarto
ed ultimo giro, quando era al comando della corsa, insieme  alla
polacca Maja Wloszczowska ed alla svizzera Katrin Leumann, che, poi,
superando allo sprint la polacca, si è laureata Campionessa Europea
Donne Elite. Oltre alla competitività  della coppia Fontana – Lechner,
gli unici nostri due specialisti in grado di competere con gli
stranieri sulla scena agonistica internazionale, i Campionati Europei
di Haifa hanno posto in evidenza un giovane emergente: l’altoatesino
Maximilian Vider, che, sorprendentemente, ha conquistato la medaglia d’
argento al Campionato Europeo Cross Country Juniores, mentre i suoi
colleghi  Andrea Righettini e  Denny Lunato, hanno deluso, accusando 
pesanti distacci, rispettivamente, 18'57" ed un giro di ritardo. E
proprio questi pensanti ritardi accusati dagli “azzurri” nelle singole
prove ha confermato che la scelta, attuata dal responsabile tecnico
nazionale, Hubert Palluber, di portare in Israele una rappresentativa
di 19 atleti, ha rappresentato un vero viaggio premio per molti di
loro. Infatti, l’altoatesina  Judith Pollinger, prima delle italiane
nell’Europeo Donne Under 23, è finita 10^, attardata di 8’01”, seguita
in 16^ posizione da Serena Calvetti, che ha accusato un distacco di 11’
03”; mentre nell’Europeo Uomini Under 23, il bolzanino Gerhard
Kerschbaumer è finito 8°, a 5’21”, seguito al 13° da Jury Ragnoli ed al
21° dal tricolore Cristian Cominelli, giunti distaccati,
rispettivamente, di 6’26” e 9’46”. Anche nelle ultime due gare in
programma degli Europei, le prove cross country élite femminile e
maschile, alle spalle della coppia Lechner – Fontana, si è registrato
il vuoto. In campo femminile, la bolzanina Evelyn Staffler, seconda
italiana al via, è finita 17^ a 10’48” dalla vincitrice; mentre nella
prova maschile élite, gli altri azzurri al via (Andrea Tiberi, Tony
Longo, Giuseppe Lamastra, Martino Fruet, Johnny Cattaneo) hanno
concluso, rispettivamente, al 19°, a 8’34”, al 20°, a 8’50”, al 34°, al
35°, al 46°, palesando, ancora una volta, come si dice in gergo, di non
essere da corsa. La nazione, che, mantenendo fede al pronostico della
vigilia, si è rivelata l’indiscussa mattritice degli Europei di Haifa,
è stata la Svizzera. Infatti, la rappresentativa “rossocrociata” si è
presentata in Isreale con un numero ridotto di atleti rispetto all’
Italia, ma tutti altamente competivi, conquistando cinque medaglie d’
oro (cronostaffetta a squadre, under 23 maschile, juniores maschile e
femminile, donne élite), due d’argento (donne under 23 e uomini élite)
e una di bronzo (under 23  uomini). Adesso, è auspicabile che ai
prossimi Campionati del Mondo di mountain bike, in programma a
settembre a Mont Sainte Anne, in Canada, i dirigenti del nostro Settore
Fuoristrada prendano esempio dalla Svizzera e riducano il numero dei
componenti della rappresenta italiana, soprattutto, in un momento di
grave difficoltà economica per tutto il Paese, come quello attuale.

da La Padania a firma Marzio Gazzetta



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