Il Mattino. Inchiesta doping: dal mondo del ciclismo al calcio

| 05/06/2010 | 14:35
Passa per Napoli, ma porta decisamente più lontano, l’indagine della Procura della Repubblica di Padova su un presunto traffico di sostanze anabolizzanti tra gli sportivi professionisti. L’11 maggio scorso, presso la sede centrale del Nas dei carabinieri di Roma, sono sfilati venti tesserati della Società Sportiva Calcio Napoli. Dal direttore sportivo Riccardo Bigon al medico sociale Alfonso De Nicola, dal fisiatra Enrico D’Andrea al magazziniere della società azzurra Tommaso Starace. Ma soprattutto 16 calciatori, tutti quelli della rosa tranne Maggio, Santacroce, Dossena e Cigarini. Nella delega d’indagine conferita ai carabinieri del Nas il pm titolare dell’inchiesta - Benedetto Roberti - ha inserito una serie di domande precise. Tutte vertono intorno alla figura di Antonio Salvi, detto «Tonino», un massaggiatore transitato dal mondo del ciclismo a quello del pallone e approdato a Napoli grazie all’amicizia che lo legava al portiere Morgan De Santis (non indagato). Risulta indagato per esercizio abusivo della professione medica e somministrazione di sostanze dopanti. Ma procediamo per ordine, precisando che tutti i calciatori azzurri ascoltati dai carabinieri, così come i dirigenti e gli altri tesserati dal club di De Laurentiis, non sono indagati nell’ambito di questo procedimento. L’indagine rappresenta una costola dell’inchiesta già in corso presso l’ufficio inquirente di Padova su un presunto giro di sostanze dopanti nel mondo del ciclismo professionistico. La stessa che portò giorni fa ad alcune perquisizioni nei confronti portate presso le case di due ciclisti: Lorenzo Bernucci e Alessandro Petacchi. Presso l’abitazione di Petacchi - coinvolto al momento, a quel che si apprende, esclusivamente per la sua vicinanza a Bernucci - gli investigatori rinvennero alcune fiale e prodotti al momento ancora da analizzare, circostanza peraltro smentita dallo stesso corridore. Centrale apparirebbe invece il ruolo del massaggiatore che il portiere De Santis avrebbe preteso al suo arrivo a Napoli come massaggiatore di sua fiducia. La società non lo ha mai tesserato. Ma chi è questo personaggio il cui ruolo nell’indagine apparirebbe centrale? «Questa storia mi ha rovinato - dichiara Salvi, abruzzese, guardia forestale - Respingo le accuse: non ho mai fatto uso di sostanze anabolizzanti nei trattamenti agli sportivi. Conosco De Santis da una vita. È lui che mi ha presentato ai vertici della società azzurra. Parlavo con Bigon, qualche volta, e di sfuggita con Donadoni. Pierpaolo Marino? Mai conosciuto». È scosso, Salvi. «Ci sono calciatori ai quali ho fatto del bene: dopo Petacchi, ho curato Paolo Cannavaro, Pazienza e De Santis - conclude - Ma non ho mai preso soldi dal Napoli». Salvi sarebbe stato intercettato per oltre un anno e mezzo dagli inquirenti. E da alcune telefonate emergerebbe - secondo l’accusa - un coinvolgimento in traffici poco chiari in materia di doping. Di qui anche i «contatti» con alcuni calciatori del Napoli. E di qui la necessità della convocazione dei calciatori azzurri. Presto potrebbe essere ascoltato anche l’allenatore del Napoli, Walter Mazzarri, sempre in qualità di persona informata sui fatti. E dunque sarebbe confermata una circostanza: il Nucleo antisofisticazione dell’Arma e la Procura di Padova proseguono le indagini su sostanze anabolizzanti nel mondo dello sport. Al direttore sportivo del Calcio Napoli Bigon fu il colonnello del Nas di Napoli, Ernesto Di Gregorio, a notificare le convocazioni presso il Nucleo di Roma. Accadde al termine del match disputato al San Paolo tra Napoli e Atalanta. Era il 9 maggio scorso.

da «Il Mattino» del 5 giugno 2010 a firma Giuseppe Crimaldi
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