Basso: «Ieri mi è andata bene, potevo perdere 40 secondi»

| 09/05/2005 | 00:00
E’ certo che alla fine del durissimo Giro di quest’anno i distacchi si conteranno a minuti. Ma in queste primissime tappe, sul piano psicologico, contano anche i secondi. Ivan Basso ne ha persi 2 da Cunego nel cronoprologo, altri 5 nell’arrivo di ieri a Tropea. «E’ chiaro che i secondi non contano -. dice il varesino - ma non fa comunque piacere perderli così, gratis. Ieri ci siamo disuniti come squadra a 5-6 km dall’arrivo. Sono arrivato allo strappo finale attorno al 50/mo posto davanti in due o tre si sono fermati ed il gruppo si è spezzato. Ho dovuto spingere a fondo per recuperare. E’ andata bene: perdere 5 secondi non è così grave, ma ho rischiato di perderne 40. Era un arrivo adatto anche a Cunego, che avrebbe potuto prendersi i 20 secondi di abbuono... E’ una cosa che non si deve ripetere e se succederà sarà perchè non se n’è potuto fare a meno». Terzo al Tour del 2004 Basso è il grande favorito assieme a Cunego e Simoni, ma è anche l’unico che nelle prime due giornate del Giro ha perduto qualcosina. Colpa anche di un arrivo, quello di ieri, che molti hanno giudicato pericoloso. «Sicuramente lo era - dice Danilo Di Luca - io ho preso l’ultima salita troppo indietro ma era un arrivo che interessava tutti: i velocisti, gli uomini di classifica e gente come me e Bettini. C’è stata una gran bagarre». Bettini ieri ha ipotizzato che la condizione di Di Luca (vincente ai Paesi Baschi alla Amstel Gold Race e alla Freccia Vallone) sia in calo. «L’hanno ipotizzato in tanti - replica Di Luca ma se ne accorgeranno... se guardano dove ero all’inizio della salita e come sono arrivato in cima capiranno che la condizione c’è». Quel durissimo strappo con tornanti piazzato proprio all’ultimo chilometro non è piaciuto molto neppure a Stefano Garzelli: «Era pericoloso. E’ andata Bene. Basso ha tardato? Ma 5» non sono nulla. Può succedere, anche io volevo stare avanti ma non ci sono riuscito». E Simoni: «L’arrivo non era facile ma se ci mettiamo a pensare ai secondi già ora... la cosa più importante ieri era non cadere». Il primo vero test per gli uomini di classifica sarà sabato prossimo, con la settima tappa Grosseto-POistoia con la salita del Sammommè. Ed infatti Basso non si preoccupa. «Se mi preoccupassi per 600 metri di salita - dice con un sorriso - sarebbe difficile pensare di arrivare a Milano».
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