Petacchi: adesso sono nella storia

| 23/05/2004 | 00:00
Ale Magno adesso è nella storia: sette vittorie di tappa in un solo Giro d'Italia, come nel dopoguerra avevano saputo fare solo De Vlaeminck, Maertens e Saronni. Ale Magno, come lo ha ribattezzato il fantasioso Angelo Costa, ha imposto la sua legge anche in terra croata, a Pola, coronando per l'ennesima volta lo splendido lavoro della sua squadra, la Fassa Bortolo. «Questa volta nella storia ci sono entrato davvero - ha detto Petacchi subito dopo il traguaardo - e sono veramente emozionato per aver ripetuto ventiquattro anni dopo l'impresa di Beppe Saronni, che è sempre stato il mio idolo. Sì, un pezzettino di storia l'ho scritto e ne sono fiero. La dedica? Stavolta la voglio dedicare un po' a me e alla mia fidanzata Anna Chiara, perché alla fine chi fa i sacrifici siamo noi». E domani a San Vendemiano? «Io sono felicissimo: se dovessi arrivare a otto sarei entusiasta, ma va davvero bene anche così». La corsa di oggi è stata animata da una lunga fuga a cinque promossa da Illiano, Marzoli, Muraglia, Hauptmann e Tonkov. Gli ultimi due si sono rialzati all’Intergiro, mentre i tre italiani hanno continuato a spingere per essere poi agguantati sul circuito finale di Pola. Al via stamane da Trieste non c’era Sven Montgomery: caduto ieri, l’americano ha dovuto ritirarsi a causa di una frattura al corpo della scapola destra. Costretto al ritiro anche lo sloveno Zoran Klemencic, che non è riuscito ad attraversare in corsa la sua terra. Grande l'accoglienza riservata dalla Croazia al Giro d'Italia con una folla plaudente e veramente numerosa. Da segnalare in volata lo scivolone di Simone Cadamuro, che ha sbagliato l'ultima curva, e ha condizionato la volata di chi gli stava a ruota - era terzo - anche se Petacchi ha dato l'impressione di essere veramente imbattibile. In classifica generale nulla è cambiato ed il simpaticissimo Yaroslaw Popovych ha festeggiato la sua seconda maglia rosa: «Portare la maglia rosa è difficile, anche se questa notte ho dormito davvero bene - ha detto l'ucraino - e mi sono divertito con questo bagno di folla. Adesso aspettiamo le montagne, poi vedremo quello che succede. La squadra? E' vero, non siamo fortissimi, ma in salita la squadra conta poco, soprattutto se non hai le gambe...». Domani si torna in Italia, riattraversando Croazia e Slovenia per tornare in terra veneta, precisamente a San Vendemiano. Sulla carta è affare per Petacchi, quindi domani per Gustov, Bruseghin, Codol e Sacchi - vale a dire gli uomini Fassa che devono tirare nelle fasi calde della corsa - ancora tanto lavoro. Paolo Broggi
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