Gatto: finalmente ho capito il professionismo

| 21/02/2010 | 10:09
Da dilettante spaccava il mondo: con la mitica maglia della Zalf in tre stagioni ha conquistato la bellezza di 26 vittorie. Da quattro stagioni è professionista ma i primi risultati stanno arrivando solo adesso. Oscar Gatto, ostacolato anche dalla mononucleosi alla seconda stagione tra i prof, venticinquenne passista veloce di Caselle di Altivole nel trevigiano in questo abbrivio di stagione ha regalato buone soddisfazioni alla Isd Neri. Quinto posto nel volatone di Donoratico, splendida seconda piazza nell’ultima tappa del Giro di Reggio Calabria, la Soverato-Reggio, alle spalle di un signore che risponde al nome di Alessandro Petacchi.
“Fortunatamente questa stagione è partita bene - racconta Oscar poco prima del via del 47° Trofeo Laigueglia -, la forma fisica sta crescendo ci sono buone prospettive per il Giro di Sardegna e per il prosieguo del 2010”.
E’ l’anno decisivo per te: tutti si aspettano di rivedere quel corridore che vinceva tantissimo tra i puri. Sarà questa la stagione del salto di qualità?
“Questo è il quarto anno tra i professionisti, spero che sia la volta buona. Adesso vedo che buttandomi nelle volate stanno arrivando buoni risultati, quindi mi vedrete, spero, negli sprint. Ma sono in grado di difendermi bene anche nei percorsi misti, nelle corse impegnative”.
E’ duro il contraccolpo per chi si ritrova a non vincere più dopo tante stagioni da protagonista?
“Per quel che mi riguarda forse ero abituato a vincere anche facile nei dilettanti. Sono passato di categoria pensando che allenandomi alla stessa maniera sarebbero arrivati subito buoni risultati. Invece non è affatto così! Io ho sbagliato tutto: ho preso sottogamba la situazione e qui se non sei professionista al 100% non vai da nessuna parte. A volte non è facile farlo perché da dilettante sei seguito passo passo, da professionista no e quindi devi saperti gestire. Finalmente però ho visto che posso competere con i migliori nelle volate e di conseguenza ho il morale e la convinzione per poter fare il salto di qualità. Ho tantissime motivazioni e spero proprio di cogliere qualche bella vittoria. Il sogno nel cassetto? Sicuramente una Classica come la Sanremo o come la Parigi-Roubaix”.

Valerio Zeccato
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