Villadose, quando lo sport (e il ciclismo) è donna
| 26/10/2009 | 08:21 Un incontro intenso, un'occasione pressoché unica dedicata all'approfondimento delle tematiche dello sport unicamente al femminile, per capire lo sviluppo della donna nello sport, con particolare riferimento al ciclismo. Decisamente riuscita nell'intento la giornata allestita dall'Ac Villadose Angelo Gomme del presidente, dottor Roberto Dolcetto, padrone di casa ed ideatore dell'intera iniziativa. Al fianco del dottor Dolcetto esperti dell'azienda Usll di Rovigo e del Presidio Ospedaliero di Rovigo che hanno fornito, oltre che un valido ed interessante approccio scientifico al fenomeno donna nello sport, anche interessanti spunti di dibattito che condurranno direttamente alle prossime edizioni. Di particolare significato l'intervento del professor Romeo Zurro, coordinatore regionale del Veneto degli insegnanti di educazione fisica, che ha tratteggiato il profilo della donna impegnata nello sport: "Dobbiamo chiederci chi è la donna sportiva - ha detto Zurro - in media ha 25 anni, è nubile, ha un titolo di studio più elevato rispetto alla media degli uomini. Esordisce più giovane a livello professionistico, anche se è un professionismo solo di nome ma non di fatto. Infatti percepisce un compenso molto più ridotto rispetto agli uomini. Inoltre è sempre più probabile che la donna che pratica sport ad elevati livelli è costretta a trasferirsi in altra sede. I numeri delle bambine e dei maschietti che da piccoli praticano sport sono elevati, ma dai 16 ai 22 anni c'è un abbandono maggiore da parte delle ragazze. E' inevitabile quando si parla di sport al femminile parlare di pari opportunità, perché lo sport al femminile è meno considerato dai grandi media. Poche volte le donne trovano spazio nelle prime pagine. Devono solo vincere un titolo mondiale o una olimpiade. Colpa degli sponsor dicono i responsabile degli organi di comunicazione". All'intervento del professor Zurro ha fatto eco quello della psicologa Katia Magnani: «Nello sport non vince solo chi arriva primo, ma chi riesce a superare le proprie paure, le proprie ansie. Lo sport può dunque essere utile alla donna in questo senso». Umano e sincero l'intervento della fuoriclasse del ciclismo Diana Ziliute (nella foto), madrina dell'evento ma soprattutto testimone diretta del fenomeno femminile nello sport sviluppatosi negli anni: "La vita obbliga noi donne ad essere un po' più forti degli uomini, ma anche più profonde. Non esiste lo sport femminile o maschile, ma cambia solo il modo in cui si pratica lo sport. Tutto però cambia quando si diventa mamme, è successo anche a me, perché sai che il tuo pensiero va prima di tutto al tuo bambino. Non puoi pensare che il tuo impegno, le tue prestazioni siano quelle di prima. Tuttavia se riusciamo a trovare un nuovo equilibrio con noi stesse, la nostra serenità, allora il nostro fisico ci permetterà di fare ancora grandi cose". Nell'intenso pomeriggio presso la Sala Municipale di Villadose, a cui hanno preso parte oltre cento persone in rappresentanza di varie discipline sportive con il ciclismo in testa, hanno trovato posto anche gli interventi di altri specialisti, come il dottor Andrea Ermolao del dipartimento di medicina dello sport dell'Azienda Usll 18 di Rovigo che si è soffermato suglia spetti fisiologici femminili nella pratica sportiva. Altrettanto intenso l'intervento dell'ex professionista Giorgio Furlan, presente in qualità di vice presidente del Comitato Regionale Veneto della Federazione Ciclistica Italiana. Intenso il momento in cui il dottor Dolcetto, presidente dell'Ac Villadose Angelo Gomme, ha consegnato, su diretto incarico ricevuto dal commissario tecnico del settore femminile Edoardo Salvoldi, una maglia azzurra a Veronica Trevisan, tra le atlete più rappresentative dell'intero vivaio dell'Ac Villadose. Nelle parole sincere del dottor Dolcetto il vero senso di un incontro inusuale e ricco di sorprese: "Ci auguriamo di costituire questo appuntamento come un passaggio annuale, una tradizione di fine stagione che possa dare vero risalto al mondo femminile nello sport".
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