Il Giornale. Solo Di Luca salva il tappone del Giro taroccato

| 20/05/2009 | 09:04
Caro diario, comincio a sospettare che questo Giro sia “made in China”. Ma sì, una di quelle nostre griffe così apprezzate nel mondo e così abilmente taroccate dagli infaticabili imitatori con gli occhia a mandorla. Come sempre, anche in questo caso il tarocco è subito smascherato, ad un’attenta analisi. Si vede benissimo che questo Giro ha solo il nome e la confezione del Giro originale. Diversa la qualità. Il giro originale ha montagne vere, tappe vere, spettacoli veri. Questo presenta solo imitazioni e surrogati. Già le cosiddette tappe dolomitiche si sono dimostrate autentiche falsificazioni, con pendenze e chilometraggi ridicoli, buoni solo per smacherare i favoriti tarocchi (Armstrong il primo, purtroppo pure Cunego). Ora la Cuneo-Pinerolo: diventata sessant’anni fa, grazie a Coppi, una griffe, alla resa dei conti si rivela la più taroccata di tutte. Dell’originale, mancano “solo” quattro cime: Maddalena, Izoard, Vars, Monginevro. Ma nonostante questo, i seppiati dentro del Giro scaricano senza ritegno le batterie caricate in mesi di preparativi. Basta una fuga da lontano di Garzelli: tutti sulla macchina del tempo, marcia indietro di sessant’anni, ed è subito delirio. Le immagini di Coppi e Bartali vanno via come il pane. Piovono libri celebrativi. Fioccano le maglie fantozziane in lana pesante, con i fascioni orizzontali. Rifioriscono dalle cantine le bici arrugginite. Spuntano come funghi rievocazioni e convegni. Molto gettonate le carnevalate di strani tipi d’oggi camuffati con baffoni e cappelli di allora.
Caro diario, quanta nostalgia dei tempi andati. Ma anche quanta malinconia per i cantori d’oggi, andati pure loro. Proprio non ce la fanno a stare nel presente, magari a pensare persino un poco al futuro. Vanno in Giro girati all’indietro, vanno in brodo di giuggiole al solo sentire i nomi di Pambianco e Defilippis. Già Gimondi sembra un po’ troppo fuori tempo, fuori dal loro tempo, dove si sono fermati. Figuriamoci Di Luca. Vince in maglia rosa una tappa perfetta per le sue doti di scattista-rifinitore, sfruttando la discesa finale. Ottiene cioè il massimo dal minimo che il Mago Zom, patron illusionista di questo Giro taroccato, gli mette sotto le ruote. Eppure, dopo una bella pacca sulla spalla, il “Processo” si libera subito dei tempi contemporanei e prontamente apre la bancarella seppiata del vintage ciclistico, con una tale catasta di libri rievocativi che un tizio dovrebbe accendere un mutuo per comprarli tutti e campare cent’anni per leggerli.
Caro diario, lasciamo stare. Dico una bestemmia: guardiamo avanti. Voglio rendere omaggio a Di Luca, che a questo punto, sul percorso demontanizzato dal Mago Zom, diventa il nostro cavallino migliore per i giochi finali (Basso ha bisogno di tapponi che non ci sono, Cunego è già spacciato). Questo campione abruzzese mi piace perché non è Coppi e non è neppure Bartali, però strizza come spugne tutte le possibilità che gli capitano sottomano, cavandoci fuori manciate di secondi preziosi. Basta guardare la classifica: a piccoli passi, come diceva Mao prima della lunga marcia, Di Luca sta facendo grandi distanze. Purtroppo, domani l’aspetta una tale tortura personale, che francamente diventa carognesco chiedergli l’impossibile: il Mago Zom, dopo aver abolito tutte le cime mitiche dal Giro centenario, come noto ha avuto persino il buongusto di inventarsi la mega-cronometro delle Cinque Terre. Sono sessanta chilometri: una cronometro truculenta collocata proprio nel Giro più facile di sempre. Come a dire che lì i giochi si decideranno al novanta per cento. Un chiaro regalo per Armstrong, diventato però dopo le prime tappe un gradito regalo agli altri cronomen, come Menchov (a Pinerolo, bravissimo), come Sastre (bravino), e Leipheimer (malino). Sono curioso di vedere i distacchi. Purtroppo, prima della crono, c’è la tappa di Arenzano, già definita dai seppiati dentro della Rai, con occhiate maliziose e sinistre, cariche di premesse e di promesse, “la tappa dei luoghi coppiani”. Non oso nemmeno immaginare.
P.S.: caro diario, Fabio Saccani, un motociclista del Giro, uno di noi, si è fermato a Cuneo. Dopo 33 Giri, ha imboccato un altro percorso, il più rosa di tutti. Al traguardo l’aspetta la pace. L’accompagna la nostra preghiera.

da Il Giornale
a firma di Cristiano Gatti
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COMMENTI
20 maggio 2009 10:31 ciceinge
Grande Di Luca, ma vorrei spendere due parole per Garzelli. Ho visto Stefano pedalare benissimo in salita, sul Sestriere aveva più di sei minuti di vantaggio sul gruppo, che ha poi perso quasi interamente nella lunga e pedalabile discesa. Poi pero è ancora riuscito a rimanere con i primi fino all'arrivo. Quindi credo che possa ancora lottare per un buon piazzamento in classifica generale. Bravo Stefano

poverino Gatti
20 maggio 2009 10:32 bubu
Caro Gatti,
stai sbagliando tutto... chi sarebbero i ciclisti veri? I coppi e i bartali? Onore alla memoria ma questi Di Luca, Pelizzotti, Basso, Menchov e compagni non sono meno dei loro predecessori. Il Giro finalmente ha scelto di ammodernarsi e la risposta del pubblico è evidente.

Ha ragione Gatti..
20 maggio 2009 11:27 The rider
Questo Giro come percorso è un giretto, è quasi peggio di quello che ha vinto Cunego nel 2004.
La tappa con arrivo a San Martino di Castrozza la si poteva far finire sul Rolle, e le cose sarebbero cambiate...
La tappa dell'alpe di Siusi era di 125Km quindi per Juniores, la tappa leggenda CUNEO-PINEROLO lo è stata solo a parole, è vero che per colpa di uan frana che o GFRANDEUR Francesi non sono stati ancora in grado di sistemarla, ma il percorso faceva ridere...
Poi cosa rimane? A parte la crono di 60Km e la tappa di Monte Petrano che tappe dure ci sono? E non venitemi a parlare del San Luca per favore, forse il Vesuvio riuscirà un pò a farci divertire, ma nel complesso rimane solo un GIRINO....
Ovviamente nulla contro Di Luca (a parte il dito medio di domenica a Milano contro i tifosi), finora ha dimostrato di essere il più forte!
Maurizio Ponti.

20 maggio 2009 12:07 Spiedo
Di Luca è stato l'unico ad avere le p.... di attaccare.... anche se sarebbe dovuto stare a casa squalificato come tanti altri che sono li a fare i fenomeni....

Certo che Basso e tanti altri saranno dei forti pedalatori ma in quanto a guidare la bici fanno pena veramente.... eh si che è il loro lavoro!

A questo punto più discese e più curve possibili dato che le salite non fanno più selezione.

Giro del centenario del cavolo!

20 maggio 2009 12:34 ciceinge
In merito al giudizio sul giro condivido le osservazioni di Spiedo. Più ridicola di tutte poi è la tappa del Block Haus che ha uno sviluppo complessivo di circa 80Km !!?!?

20 maggio 2009 12:37 ciceinge
Scusate mi correggo, condivido le osservazioni di the rider non di spiedo

Un percorso della Mutua
20 maggio 2009 14:14 pickett
Gatti ha perfettamente ragione,é il Giro + brutto degli ultimi 30 anni,forse solo quello del 1993 era così piatto.All'epoca Castellano volle favorire Indurain ,oggi Zomegnan ha voluto favorire Armstrong.E non si dia la colpa ai francesi,perchè Zomegnan sapeva benissimo che ci sarebbero stati dei grossi problemi per via della frana,e ha voluto inserire lo stesso questa tappa.E anche se il percorso non fosse cambiato,sarebbe stata lo stesso una tappetta,e ci sarebbe stata ancora meno selezione di ieri,col Sestriere così lontano dal traguardo.Lo scopo di Zomegnan era chiarissimo:crearsi un alibi,per poter dire:"Avete visto che ho inserito nel percorso il Vars e l'Izoard?"Sapendo benissimo che così lontani dal traguardo non avrebbero fatto del male a nessuno,e in particolare non avrebbero infastidito Armstrong.

giretto
20 maggio 2009 19:29 rufus
Come temevo, questo Giro si sta rivelando un Giretto. Trovo semplicemente assurdo che, nell'edizione del Centenario, non ci sia NESSUNA, dico NESSUNA delle salite che hanno reso celebre il Giro d'Italia in questi 100 anni. Niente Stelvio, niente Gavia, niente Pordoi, niente Mortirolo, niente Zoncolan, niente Marmolada, niente Izoard, niente Agnello, niente di niente. Le Dolomiti sono state una controfigura delle vere Dolomiti proposte nei giri passati, la Cuneo-Pinerolo non c'entra niente con la mitica e autentica Cuneo-Pinerolo di Coppi. Adesso vediamo la tappa marchigiana di Monte Petrano, speriamo bene altrimenti non vedo cosa altro possa rimanere. Il Blockhaus privato dei 5 km. finali (i più duri), il Vesuvio è una bella salita, ma ci voleva qualche altro GPM prima, altrimenti arriverà il gruppo compatto a Ercolano... Ho letto che l'edizione 2010 partirà da Amsterdam... Speriamo bene.
Flavio Gibertoni

bravo di luca
20 maggio 2009 20:23 adriano
Sono i corridori che fanno le corse.Danilo Di Luca sta dando spettacolo dal 1984.Ha onorato tutte le categorie ed è ancora innammorato della bicicletta.

percorso ridicolo
20 maggio 2009 23:25 53x13
l'ho già scritto l'altro ieri.

Hanno pensato che il Giro fosse il circo e l'hanno portato nelle grandi città x fare il pienone dimenticando LA STORIA di questo sport.

Stelvio, Marmolada, Pordoi, Mortirolo, Gavia, Zoncolan, Tre Cime di Lavaredo, Agnello, Plan de Corones, Oropa, etc dove sono? presi in GIRO da una manciata di incompetenti attenti escusivamente a far cassa e pubblicità a fenomeni da baraccone come loro che anche se grandi qualche anno fa oggi non hanno più niente da dire al ciclismo.
Per fortuna i corridori danno comunque spettacolo.
Qualcuno dovrebbe dimettersi.

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