Alla famiglia Moser il premio Emilio e Aldo De Martino

| 02/05/2009 | 15:03
Seconda edizione del Premio intitolato ai De Martino padre e figlio, marchio indelebile del giornalismo sportivo in Italia. Con il nome di Emilio in realtà il Premio viene assegnato dal 1966. Fu esteso ad Aldo nel 2008, dopo la sua prematura scomparsa. Fu Aldo a decidere di dedicare il Premio ‘Amore per lo Sport e per la Vita” alle famiglie di sportivi, per celebrare appunto i valori della famiglia, del coraggio, della fedeltà, della dedizione, tanto più importanti in questi tempi di mancanza di punti di riferimento.
Nel 2008, il Premio è andato alla famiglia di schermidori Mangiarotti di Milano: l’evento ha richiamato un folto e prestigioso pubblico al Circolo della stampa del capoluogo lombardo ed è stato un segnale importante che la memoria di Aldo e i valori che padre e figlio intendevano sostenere, erano vivi più che mai. Quest’anno la manifestazione si trasferisce a Trento per premiare un’altra ‘famiglia simbolo’ che è quella dei Moser.
Il riconoscimento verrà consegnato il 4 maggio alle ore 11 nella suggestiva cornice della sala Depero del Palazzo della Provincia, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento e la partecipazione di varie autorità: Lorenzo Dellai, presidente della Provincia, Marta Dalmaso, assessore provinciale allo sport e Tiziano Mellarini, assessore provinciale al turismo e alla promozione.
A selezionare il nome dei Moser è stata la giuria del Premio, presieduta da Andrea Vaccani, coordinata dall’ avv. Luigi Prisco e composta come sempre da Bruno Pizzul, Fausto Rascaroli e Alcide Cerato.
I Moser, originari della Val di Cembra, sono campioni di ciclismo da due generazioni: i fratelli Aldo, Diego, Francesco ed Enzo e poi Leonardo e Moreno, figli di Diego, e Ignazio, figlio di Francesco.
Non solo Francesco, 58 anni, quindi che, con le sue 273 vittorie su strada, risulta tutt’oggi il ciclista italiano con il maggior numero di successi, ma anche i fratelli Aldo (classe 1934) capostipite della dinastia cembrana di ciclisti, e Diego (1947), i nipoti Leonardo (1984) e Moreno (1990) e il giovanissimo Ignazio, appena diciassettenne, firmano pagine gloriose o comunque significative della storia del ciclismo nostrano. L’evento del 4 maggio sarà anche l’occasione per ricordare il compianto Enzo Moser, deceduto nel 2008 all’età di 68 anni. Ai Moser, veri e propri “giganti” dello sport, sarà consegnato ‘L’Albero d’Europa’, originale multiplo del maestro Mario Rossello, realizzato in esclusiva per l’Associazione.

EMILIO E ALDO DE MARTINO

Emilio De Martino, 1895-1958, fu ideatore e primo responsabile della Pagina Sportiva al ‘Corriere della Sera’, direttore della ‘Gazzetta dello Sport’ e dei più illustri periodici sportivi dell’epoca, quando la tv non c’era ancora (esplose quattro anni prima della sua morte) e commediografo di successo.
Per lui, uno dei più popolari giornalisti italiani, vibrante interprete del gesto agonistico e fantasioso evocatore di immagini a beneficio di un pubblico legato ai grandi avvenimenti solo attraverso giornali e radio, Aldo ha nutrito un rispetto che sapeva di venerazione. Il ‘Premio Amore per lo Sport e per la Vita’ è nato appunto per onorare Emilio e oggi è un tributo alla vicenda esemplare di padre e figlio.
Anche Aldo infatti è considerato un simbolo del giornalismo sportivo e non solo.
Non fu infatti un semplice giornalista, ma di questa professione è stato decisamente un innovatore e ne ha rappresentato l’eccellenza in vari campi.
Giovanissimo si avventura nel mondo delle agenzie quando le agenzie praticamente non esistevano, passando dai vertici di Agisport e di Sportinformazioni. Poi è stato fondatore e Direttore della prima pubblicazione del centro universitario sportivo (CUSI) e curatore dal 1965 della partitura dell’Agenda Ina-Sport, in pratica una sorta di referente di ogni redazione sportiva.
Ed è alla Rai, dove assume la responsabilità prima della redazione sportiva milanese (firmando fra l’altro l’esordio della ‘Domenica Sportiva’ con la celebre moviola), poi di quella nazionale e infine, per 16 anni, del Centro di produzione milanese, che Aldo firma i programmi più famosi e seguiti, non solo sportivi!, di tutti i tempi della tv italiana.
I molteplici interessi portarono Aldo, amante della pittura e amico di celebri artisti, a promuovere iniziative di altissimo spessore, anche come Rettore per trent’anni della rinata Academia degli Inquieti (con una c sola) e per i Rotary.
Oggi, il patrimonio culturale dei De Martino è passato alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Dal 2008, in omaggio alla poliedrica attività di Emilio e di Aldo, il Premio “Amore per la Vita e  per lo Sport” continua a celebrare i loro successi facendo vivere nella memoria le loro grandi doti di umanità e cultura.

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