La stagione 2026 è in archivio ormai un po’ per tutti, ma non totalmente per la Solution Tech-NIPPO-Rali. Per esigenze di sponsor, infatti, la squadra italiana parteciperà il prossimo 8 novembre al Tour de Okinawa in Giappone, l’ultimo appuntamento dell’anno solare. Un sforzo che si fa comunque volentieri, visto che la stagione si è conclusa nel migliore dei modi. Ne abbiamo parlato col general manager, Serge Parsani.
Serge, obiettivo Top 30 centrato. Possiamo dire sia stata una stagione di successo?
«L’anno scorso siamo arrivati 31esimi e ci siamo rimasti abbastanza male, perché ci sarebbe piaciuto entrare nel gioco delle wildcard per il Giro. Quest’anno ci siamo mossi bene e già in estate eravamo abbastanza tranquilli, restando sempre tra la 25ª e la 27ª posizione. Quindi sì, la possiamo senz’altro considerare una buona stagione».
Logisticamente è stata una stagione dispendiosa, avete girato il mondo a caccia di punti.
«Non si può fare altrimenti. Per le corse WorldTour italiane siamo stati poco considerati, ci hanno invitato solo a Strade Bianche e Tirreno Adriatico, e all’estero ci sono altre squadre che hanno la precedenza. Così siamo andati in cerca di gare che potessero fruttarci punti per questa benedetta classifica UCI. Inoltre, abbiamo uno sponsor giapponese come NIPPO e uno di Panama come Rali, quindi era nostro dovere andare a correre in questi Paesi e continenti. Non abbiamo mai certezze su dove correremo, spesso gli inviti per corse WorldTour o ProSeries vengono dati a un mese dalla partenza, quindi tocca muoversi per garantire un calendario ai ragazzi in ogni caso. Il ciclismo ormai arriva in ogni angolo del mondo e ogni squadra si fa i propri conti su dove andare per far punti. Secondo me non ha più senso lamentarsi perché una squadra è andata a correre di là o di qua. Non posso dire che mi piaccia, ma questo è il ciclismo di oggi».
I conti, però, li avete fatti bene.
«Sì, alla fine chiudiamo con 35 gare vinte, anche se ovviamente non tutte di alto livello. Dušan Rajović è stato il secondo corridore più vincente del mondo, dietro solo a Pogačar, siamo al 10° posto tra le squadre con più vittorie e, come detto, al 26° nel ranking UCI. Insomma, abbiamo lavorato bene, eppure questo non ci garantisce alcun invito».
C’è fiducia nel potersi portare a casa una wildcard per il Giro d’Italia 2027?
«Ci tocca aspettare, per noi sarebbe molto importante. Anche perché se consideriamo affiliazione, strutture, sponsor, licenze ecc.., siamo la squadra più italiana di tutte, escludendo la Bardiani, che però purtroppo non potrà fare il Giro. Però temo che fino all’inizio del prossimo anno non avremo alcuna certezza».
Questa continua incertezza può creare problemi con gli sponsor?
«So per certo che se fossimo sicuri già adesso di fare il Giro il nostro budget sarebbe più alto, ma così purtroppo non è. E c’è anche un altro aspetto da considerare: se fai il Giro difficilmente hai la forza e la struttura per andare nello stesso momento a fare altre gare. Invece di guadagnarci, rischi di perdere punti, come successo alla Bardiani quest’anno. Viviamo in un ciclismo anomalo».
Capitolo corridori: Rajović è stato un cecchino quest’anno.
«Sì, ha vinto 17 gare e ci ha portato davvero tanti punti. Rimarrà con noi, perché sta bene, conosce bene l’ambiente, si sente leader, e sa che potrà fare un calendario a lui adatto. Sarà ancora uno dei nostri trascinatori, insieme a un altro ragazzo…».
Pozzovivo?
«Esatto. Nonostante l’età ha una professionalità che in tanti si scordano. Non lascia nulla al caso, da ogni punto di vista. Lo definisco un ciclista perfetto, perché è anche educato e rispettoso, un vero e proprio esempio per i più giovani. E ci ha portato anche risultati e punti, e sarei contento anche per lui se riuscissimo ad ottenere un invito al Giro. Sono convinto che potrebbe dire la sua, anche a 44 anni».
Cosa può dirci della squadra del 2027?
«È in fase di costruzione. Abbiamo confermato 12-13 corridori dall’anno scorso, e ora stiamo sondando il mercato per arrivare ad avere un roster di 20 corridori. Ci stanno arrivando tante richieste - l’opzione Giro fa gola a molti - e le squadre che hanno chiuso come Equipo Kern Pharma, Flanders Baloise e TotalEnergies, sul quale c’è un punto di domanda, hanno lasciato a piedi corridori validi. Riceviamo proposte e mail da procuratori ogni giorno. Il nostro mercato è ancora lungo».

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