Il colpo da finisseur di Callum Ormiston regala al Sudafrica l’ennesimo titolo ai Campionati Africani di ciclismo su strada, premiando un ventiseienne corridore che ha articolato gran parte della sua stagione sulle strade asiatiche, lui che è portacolori della cinese Joyrun&Hurricane.
Arrivato in Kenya forse a fari spenti, in rapporto a favori del pronostico diretti ad altri ciclisti, il buon Callum se l’è vinta meritatamente, gestendo con caparbietà il vantaggio maturato ormai oltre la salita di Mutet.
Sull’erta, punto del percorso destinato a fare la selezione, avevano forzato il ritmo in sette, diventati sei quando Ormiston ha preso ed è andato, fino alla conquista della tipica vittoria che ti cambia la vita.
E’ dunque il sudafricano a subentrare nell’albo d’oro all’Eritrea di Kudus Merhawi, oggi sesto mentre il connazionale Hebron Berhane è salito sul podio come terzo classificato. In mezzo tra il vincitore e l’eritreo, tanto di cappello per il 23enne Driss El Alouani, che con il suo argento riscrive un pò le gerarchie continentali. Non è un caso isolato, questa rassegna continentale chiusasi nell’affollata Kisimu, sulle rive del Lago Victoria, ha messo in mostra un buon numero di concorrenti di nazioni senza blasone ciclistico. Volti nuovi di ciclisti e cicliste che in tanti casi sognano il World Tour. Completano la top five l’ugandese Charles Kagimu, quarto, e il senegalese Neriah Meunier Sow. Onore a loro, ma il protagonista principale si chiama Callum. Eccolo terminare la sua fatica incredulo ed a braccia levate: a Kisimu c'è una folla assiepata alle transenne, corso accelerato di ciclismo per tanti giovani locali. To be continued.
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