Giulio Ciccone, nono al traguardo, ha corso da grande capitano della nazionale italiana ma sul suo volto, insieme alla faticam trova spazio la delusione. A caldo il corridore abruzzese spiega: «C'è un po’ di delusione per il risultato. Eravamo venuti qui per qualcosa in più, abbiamo cercato di fare tutto al meglio e direi che abbiamo corso davvero bene. All’ultimo giro ho avuto i crampi, ma nonostante questo ho provato in salita con Pidcock,ma dietro avevamo solo gente che pensava a chiudere, senza poi rilanciare l'azione. Alla fine credo di aver corso un bel mondiale come i miei compagni, abbiamo fatto davvero bene. La vittoria di McNulty? Siamo andati fortissimo fin da lontano, abbiamo speso tantissimo, quindi nel finale nessuno aveva più energie: sapevamo che c'era il rischio di un'azione in contropiede, quando è scattato lo statunitense nesuno gli è andato dietro. Io avevo il compito di curare Seixas, Del Toro ed Evenepoel, poi ho capito che qualcuno di loro ne aveva meno di e ho provato a mettermi in movimento in prima persona, ma è andata così».
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