Bastien TRONCHON. 10 e lode. Il 24enne transalpino della Groupama FDJ vince di prepotenza, con lucida determinazione. Prende e va. Prima vittoria in stagione, la terza in carriera. Insomma, non è quel che si dice un “cecchino”, ma per come vince oggi pare esserlo.
Magnus CORT. 5,5. Per come ci arriva, ha tutto per mettersi tutti alle spalle, invece è lui a dover guardare le spalle di Bastien.
Thibau NYS. 6. Il 23enne belga della Lild-Trek trova un varco, ma resta in ogni caso imbottigliato.
Wout VAN AERT. 5,5. È lì, ha la possibilità di fare la sua volata, non quella per Bennan, ma la sua non è da antologia. Si consola incamerando altri punti pesanti per la maglia verde, sempre più sulle sue spalle.
Alessandro ROMELE. 6,5. Oramai non è più una novità, ma una costante: lui è lì. Ha l’intelligenza per trovare spazi, per difenderli, per trovare varchi e vie d’uscita. È un esordiente, ma impara in fretta.
Mads PEDERSEN. 5. Anche il danese può alla fine sentirsi… stanchino. Lui abituato a correre a tutta, sempre e comunque, oggi in una tappa che sulla carta poteva anche sorridergli, vede affiorare gli sforzi pregressi, quelli del Tour. Ci sta.
Enzo PALENI. 7. Il corridore della Groupama-FDJ United porta via la fuga di giornata e con lui vanno in carrozza Michael Gogl (Alpecin-Premier Tech), Jasha Sütterlin (Jayco AlUla), Fabian Weiss (Tudor), Sinquhé Fernandez (Burgos Burpellet BH), Ivan Cobo (Equipo Kern Pharma) e Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility). Questa l’azione di riferimento, su un percorso fiaccante ed esigente. Nel finale arrivano a giocarsi lo sprint corridori di peso.