Avete presente quei cartelli multidirezionali presenti a Capo Nord o a Rovaniemi, quelli che indicano le distanze da Roma, Buenos Aires e via viaggiando? No, questa volta, qui a Les Carroz ed in tutta l’Hauite Savoie si tratta di traiettorie che convergono, già adesso con una crono del Tour de l’Avenir e attraverso la partenza della tappa di martedì verso l’Iseran, senza dimenticare le scene di tripudio (la “folie”) viste a Les Gets in occasione della Coppa del Mondo di mtb.
Insomma, se non si fosse capito, il dipartimento dell’Alta Savoia è impegnato a scandire in modo dinamico il conto alla rovescia verso la rassegna iridata del 2027, Supermondiale fatto di 15.000 atleti partecipanti, due milioni di spettatori stimati (cifra monstre alla quale guarda in modo fiducioso il nostro Trentino), 16 discipline e 20 siti di gara. Della serie, un territorio che tradizionalmente scommette sulle due ruote, aperto sì alla chiassosa sarabanda di questa o quella specialità (a Cluses il freestyle)ciclistica dal nome esotico, facendo storcere il naso ai puristi, che comunque saranno appagati da un tuffo nella tradizione legato alla figura di Bernard Hinault.
Già, perchè Le Blaireau, ben di più che semplice testimonial del Tour de l’Avenir, conquistò il mitico campionato del mondo di ciclismo su strada a Sallanches 1980, una delle perle della carriera del bretone, vincitore di 5 Tour de France. Dall’albergo di Magland, a soli dieci km dal circuito iridato che gli valse un’epica vittoria per distacco con 1’01” su Baronchelli, Hinault posizionerà anche le lancette del tempo a quanto accadrà con la prova in linea del 5 settembre del prossimo anno.
Sarà l’epilogo di un programma denso, adatto ad ogni palato, a partire dal 24 agosto in questo territorio che ha fatto della vocazione ciclistica un proprio consolidato atout. Al grande Bernard in cima al punto nevralgico della Cote de Domancy hanno pure intolato una via, mentre tornando a Magland si tratta di un luogo particolarmente caro a Paul Seixas: qui abitano infatti i nonni della pepita che fa sognare gli appassionati transalpini, una casa delle vacanze dalla quale - sembra ieri - l’oggi 19enne campioncino della Decathlon Cgm usciva in esplorazione, testando da par suo la cote de Luth, una salitella avvistabile dal Plateau de Solaison, dove il Tour de France è arrivato per la prima volta nel luglio scorso. E’ un rimando continuo agli eventi ciclistici, come dimostrerà anche la Chatillon sur Cluses - Col de l’Iseran, comprendente nei suoi 149 km Col de Saisies e l’ostico Cormet de Roselend. In Val d’Isere - notizia di oggi su Le Dauphinè- puntano a far arrivare il Tour ai fatidici 2759 metri dell’erta HC già capace di scrivere pagine memorabili della Grande Boucle. Adesso, tocca al Tour des Jeunes.
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