Dopo aver festeggiato sul traguardo più prestigioso del Tour de France, Mathieu van der Poel è pronto a cambiare ancora una volta scenario. Dalla strada alla mountain bike, dagli Champs-Élysées alle ruote grasse di Les Gets: il fuoriclasse olandese dell'Alpecin-Premier Tech torna in gara nel weekend della Coppa del Mondo, con lo sguardo già rivolto all'appuntamento più importante della sua estate, il Campionato del Mondo di Val di Sole.
Il successo ottenuto a Parigi ha chiuso nel modo migliore un Tour de France intenso e, dopo la passerella finale sugli iconici Champs-Élysées, Van der Poel si è concesso qualche giorno di meritato riposo. Poi è tornato a lavorare, questa volta con un obiettivo completamente diverso. La mountain bike non è soltanto una parentesi nella sua stagione: è una disciplina che continua ad affascinarlo e nella quale vuole ancora provare a conquistare quel titolo mondiale che manca alla sua straordinaria collezione.
Per prepararsi al meglio, il campione olandese ha scelto Livigno per un ritiro in altura. Da lì è arrivato direttamente a Les Gets, dove affronterà il primo vero test con la mountain bike.
«Dopo il Tour de France e la vittoria sugli Champs-Élysées, mi sono preso qualche giorno di pausa per godermi il momento. Poi ho ripreso ad allenarmi e sono andato a Livigno per un ritiro in altura, specificamente per prepararmi a questo blocco di mountain bike. Sono uscito dal Tour in buona forma e sento di essermi ripreso bene».
Una preparazione breve ma mirata, costruita per arrivare pronto al momento decisivo. Van der Poel non nasconde però che la gara di Les Gets servirà soprattutto per capire quale sia realmente il suo livello dopo un periodo trascorso quasi esclusivamente sulla bici da strada.
Il primo appuntamento è stato l'XCC, in programma ieri: una gara che non rappresentava il vero obiettivo del weekend, ma che ha visto Van der Poel partire dall'ultima fila e recuperare posizioni su posizioni fino all'ottavo posto. Un errore nel settimo giro lo ha fatto retrocedere al 14° posto, ma MVDP ha ripreso a macinare e alla fine ha chiuso decimo. Un piazzamento, quello colto nella gara vinta dal francese Boichis con l'azzurro Avondetto quinto, che domenica gli consentirà di partire dalla seconda fila.
«Sono arrivato direttamente da Livigno a Les Gets mercoledì. Ieri ho gareggiato per cercare di ottenere una posizione di partenza migliore per la XCO di domenica. Sarà quello il primo vero test per capire a che punto sono con la mountain bike. La prossima settimana, ai Campionati del Mondo in Val di Sole, non correrò la XCC. Il regolamento è diverso, quindi dovrò comunque partire dalla quinta fila nella XCO. Ovviamente questo non renderà le cose più facili, ma per ora la mia attenzione è rivolta a Les Gets».
La posizione di partenza sarà dunque un fattore da non sottovalutare in Val di Sole. Van der Poel sa che partire dalla quinta fila potrebbe complicare la sua corsa, soprattutto su un tracciato dove sarà necessario trovare rapidamente il ritmo e risalire posizioni senza sprecare troppe energie.
Van der Poel non è nuovo alla mountain bike. È una disciplina che fa parte della sua storia e che, nonostante i tanti successi ottenuti su strada e nel ciclocross, continua a rappresentare una sfida irrisolta. Il sogno di diventare campione del mondo nella specialità è ancora lì. E il passare degli anni non sembra averlo ridimensionato.
«Per me è anche più divertente allenarmi in mountain bike e mi fa sempre piacere tornare qui. È un ambiente un po' più rilassato, ma allo stesso tempo rappresenta una sfida in più. Cercare di diventare campione del mondo in questa disciplina è ancora un grande obiettivo. Ho ancora qualche anno davanti e voglio sfruttare ogni opportunità che mi si presenta».
È forse questo il senso della sua nuova avventura. Van der Poel non ha bisogno di dimostrare più nulla sulla strada: ha vinto Monumenti, Mondiali, tappe al Tour e, ancora una volta, ha conquistato gli Champs-Élysées. Ma la mountain bike continua a offrirgli qualcosa che lo sport professionistico raramente concede: una sfida nuova, un terreno sul quale non è ancora arrivato al traguardo che desidera. E domani a Les Gets sarà proprio questo il punto: capire quanto sia vicino ai migliori.
La XCO richiederà però una gestione completamente diversa rispetto alle gare su strada. Non basterà avere la gamba per attaccare. Servirà anche saper dosare le energie, soprattutto considerando la preparazione particolare e il passaggio recente dal Tour alla mountain bike.
Van der Poel sa bene che la tentazione di spingere al massimo sarà forte, ma la parola chiave sarà una sola: gestione. «La strategia per domenica dipenderà da come mi sentirò e dalle gambe che avrò quel giorno. La chiave sarà non esaurire le energie. Questa è la cosa più importante. Les Gets si trova appena sotto l'altitudine in cui si inizia davvero a sentire la differenza, ma si può avvertire un po' quando si scende troppo in profondità».
Nessuna promessa, dunque. Nessun proclama. Soltanto la voglia di capire. Dopo il trionfo di Parigi, Van der Poel ricomincia da Les Gets. Il Tour è ormai alle spalle, il riposo è finito e davanti ci sono le montagne, i sentieri e il fango della mountain bike. Domenica arriveranno le prime risposte.
Ma il vero appuntamento è già cerchiato in rosso sul calendario: Val di Sole, fine agosto. Lì Mathieu van der Poel proverà ancora una volta a inseguire quel titolo mondiale che, nonostante una bacheca piena di ori, continua a mancare.
E forse è proprio questo desiderio irrisolto a rendere ancora più affascinante la sua nuova sfida.
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