VERSO LA VUELTA. UNA CLASSIFICA A PUNTI CHE SI ANNUNCIA INTRIGANTE...

VUELTA | 20/08/2026 | 08:20
di Francesca Monzone

La Vuelta a España 2026 si prepara a vivere tre settimane di gara nel segno delle montagne, con la partenza da Monaco il prossimo 22 agosto e un percorso che, almeno sulla carta, sembra lasciare poco spazio ai velocisti puri. Eppure c'è una maglia che negli ultimi anni è finita quasi sistematicamente sulle spalle di uno sprinter: quella della classifica a punti.


La domanda, alla vigilia dell'81ª edizione della corsa spagnola, è inevitabile: succederà ancora?


Il paradosso della Vuelta è tutto qui. Una corsa costruita intorno alle salite, con appena quattro tappe classificate come pianeggianti, può comunque premiare un corridore veloce e resistente. Il motivo è nel sistema di punteggio introdotto nel 2021, che ha profondamente cambiato la strategia per conquistare la maglia verde.

Fino al 2020, il vincitore di una tappa riceveva 25 punti, indipendentemente dalle caratteristiche della frazione. Una vittoria in uno sprint di gruppo valeva dunque quanto un successo in cima a una salita.

Dal 2021 gli organizzatori hanno invece differenziato il bottino in base alla difficoltà della tappa. Una vittoria in una frazione pianeggiante vale 50 punti, mentre il primo classificato in una tappa collinare ne riceve 30. Per una tappa di montagna o una cronometro individuale, invece, il vincitore conquista soltanto 20 punti.

Una differenza enorme, che ha finito per favorire gli uomini capaci di essere competitivi soprattutto negli arrivi veloci. Quest'anno sono soltanto quattro le tappe definite pianeggianti: la 8ª, l'11ª, la 17ª e la 21ª. Sette sono invece le frazioni collinari e addirittura otto quelle di montagna. A queste si aggiungono le due cronometro individuali.

Assegnazione punteggi
Tappe pianeggianti: 50-30-20-18-16-14-12-10-8-7-6-5-4-3-2 punti.

Tappe collinari: 30-25-22-19-17-15-13-11-9-7-6-5-4-3-2.

Tappe di montagna e cronometro: 20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1.

Ma c'è un'altra novità che negli ultimi anni ha acquisito un peso sempre maggiore: gli sprint intermedi. Il primo classificato riceve 20 punti, il secondo 17, il terzo 15, il quarto 13 e il quinto 10.

In passato il bottino era decisamente più ridotto: oggi, quindi, un corridore che punta alla maglia verde deve essere presente anche lontano dal traguardo. In caso di parità, conta prima il numero di vittorie di tappa, poi quello delle vittorie negli sprint intermedi e infine la posizione nella classifica generale.

Il grande favorito naturale sarebbe Mads Pedersen. Il danese della Lidl-Trek ha costruito negli ultimi anni una vera collezione di maglie a punti nei Grandi Giri: Giro d'Italia 2025, Tour de France 2026 e Vuelta a España 2022 e 2025. La sua caratteristica principale è proprio quella che serve per vincere questa classifica: non è soltanto un velocista. Pedersen può raccogliere punti nelle volate, resistere sulle salite brevi e affrontare con profitto le tappe mosse.

Eppure c'è un problema: Pedersen ha dichiarato di non voler più puntare alla classifica a punti. Dopo aver completato la trilogia con il successo al Tour, il danese ha spiegato di voler concentrare le proprie energie su altri obiettivi nei Grandi Giri. Resta da capire se manterrà questa promessa anche quando la corsa entrerà nel vivo.

Perché una cosa è certa: se Pedersen dovesse ritrovarsi a metà Vuelta con la maglia verde a portata di mano, sarebbe difficile immaginare che possa decidere di lasciarla andare.

Quindi, se Pedersen non dovesse essere interessato alla classifica a punti, allora tra i candidati più interessanti c'è Wout van Aert. Il belga della Visma | Lease a Bike conosce già molto bene la Vuelta. Nel 2024 fu uno dei grandi protagonisti della corsa: vinse tre tappe, conquistò una quantità enorme di punti e sembrava avviato verso la conquista della classifica a punti.

Poi arrivò la caduta a Lagos de Covadonga. Il sogno della maglia verde svanì insieme alla possibilità di completare quella Vuelta da protagonista. Due anni dopo, Van Aert torna in Spagna con l'occasione di prendersi la sua rivincita.

La sua candidatura, però, dovrà fare i conti con la presenza di Matthew Brennan, giovane compagno di squadra che potrebbe avere spazio nelle volate. Se Van Aert sarà chiamato a lavorare per il britannico, inevitabilmente perderà occasioni preziose per accumulare punti. Se invece la Visma deciderà di puntare sul belga anche per la classifica a punti, Van Aert potrebbe diventare uno dei principali avversari. Un altro nome da tenere d'occhio è quello di Thibau Nys.

Il belga della Lidl-Trek debutta alla Vuelta e possiede caratteristiche perfette per una corsa come questa. È veloce, esplosivo e soprattutto capace di superare salite brevi e impegnative.

Le sette tappe collinari potrebbero diventare il suo terreno ideale. Nys potrebbe raccogliere punti preziosi proprio nei giorni in cui i velocisti puri saranno costretti a lasciare spazio ai corridori più completi. Il problema è la sua preparazione: la stagione non è stata lineare e arrivare al 100% a una Vuelta così dura sarà fondamentale.

Poi c'è lui. Tadej Pogacar non ha bisogno della maglia verde per rendere speciale una Vuelta, ma proprio per questo potrebbe diventare un candidato estremamente pericoloso. Il campione del mondo torna alla corsa spagnola per la prima volta dal 2019 e parte con ambizioni enormi. Se dovesse dominare anche le tappe collinari e quelle di montagna, potrebbe accumulare un bottino di punti sufficiente per entrare nella lotta.

Il sistema introdotto nel 2021 rende infatti possibile una situazione particolare: un corridore della classifica generale può raccogliere moltissimi punti senza essere uno sprinter.

Pogacar potrebbe vincere tappe, piazzarsi nei primi posti e prendere punti negli sprint intermedi. Ma c'è una difficoltà: nelle quattro tappe pianeggianti, dove sono disponibili 50 punti per il vincitore, il fenomeno sloveno rischierebbe di perdere terreno rispetto ai velocisti.

Per conquistare davvero la maglia verde dovrebbe dunque essere estremamente presente anche negli sprint intermedi.

E soprattutto dovrebbe avere la volontà di inseguire una classifica secondaria che, rispetto alla maglia roja, non rappresenta certamente la sua priorità.

Tra gli specialisti, il nome di Kaden Groves merita una menzione particolare. L'australiano dell'Alpecin-PremierTech ha già conquistato per due volte la classifica a punti della Vuelta e conosce perfettamente la formula della corsa spagnola

La sua candidatura, però, arriva accompagnata da qualche interrogativo sulla condizione. La stagione non ha finora restituito il miglior Groves e la Vuelta rappresenterà una sorta di prova d'appello. Se ritroverà le gambe dei giorni migliori, potrebbe essere nuovamente protagonista. E in una corsa con così poche occasioni per i velocisti, avere già esperienza nella gestione della classifica può fare la differenza.

La lista dei possibili protagonisti è comunque lunga. Jordi Meeus della Red Bull-BORA-hansgrohe può essere competitivo nelle volate, mentre Orluis Aular della Movistar rappresenta una delle candidature più interessanti tra i corridori capaci di combinare velocità e resistenza.

Attenzione anche ad Axel Laurance, Alberto Dainese, Magnus Cort, Henok Mulubrhan, Bryan Coquard e Pau Miquel. Corridori diversi tra loro, ma accomunati dalla possibilità di raccogliere punti in più occasioni e, soprattutto, dalla capacità di sopravvivere in una Vuelta nella quale il vero velocista potrebbe essere costretto ad abbandonare la corsa a punti molto prima di Madrid

La Vuelta 2026 presenta dunque un curioso paradosso. Il percorso sembra fatto per gli scalatori, il regolamento continua invece a strizzare l'occhio agli uomini veloci.

Dal 2021 il sistema ha trasformato la classifica a punti in una gara di strategia. Non basta più vincere qualche sprint: bisogna capire dove prendere punti, quali fughe lasciare andare, quali sprint intermedi affrontare e soprattutto come sopravvivere alle montagne.

Negli ultimi anni la maglia verde è rimasta quasi sempre nelle mani di un velocista. Ma questa volta i grandi specialisti non saranno numerosi a Monaco. E allora attenzione a Van Aert, Pedersen, Groves e Nys. Ma anche a Pogacar.

Perché in una Vuelta così dura, la maglia verde potrebbe non essere conquistata dal più veloce, ma dal corridore più completo. E dopo tre settimane di montagne, fughe, sprint e battaglie, potrebbe essere proprio questa la classifica più difficile da leggere fino all'ultimo chilometro di Madrid.


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