POGAČAR ALLA VUELTA: ESSERE IL FAVORITO NON È UNA SENTENZA

APPROFONDIMENTI | 04/08/2026 | 08:10
di Giovanni Di Trapani

Tadej Pogačar tornerà alla Vuelta a España sette anni dopo il debutto che, nel 2019, lo rivelò definitivamente al grande ciclismo: terzo nella classifica generale, tre tappe vinte e maglia bianca. Questa volta non parte per scoprirsi, ma per completare il palmarès. Dopo il Giro d’Italia 2024 e cinque Tour de France conquistati tra il 2020 e il 2026, la corsa spagnola è l’unico Grande Giro che ancora manca alla sua collezione.


La partecipazione è ufficiale. La UAE Team Emirates-XRG ha annunciato una formazione costruita senza ambiguità attorno allo sloveno: João Almeida, Jay Vine, Pavel Sivakov, Pablo Torres, Kevin Vermaerke, Domen Novak e Ivo Oliveira. Il percorso, dal 22 agosto al 13 settembre, misura 3.275 chilometri, comprende 21 tappe, sei frazioni di montagna, quattro di media montagna e due cronometro individuali. La direzione corsa indica, inoltre, sette arrivi in quota. È una struttura tecnica che premia completezza, capacità di recupero e continuità: esattamente le qualità che hanno trasformato Pogačar nel riferimento assoluto delle corse di tre settimane.


La copertura mediatica internazionale riflette questa eccezionalità, ma con accenti diversi. In Spagna prevale il valore che la presenza del numero uno mondiale trasferisce alla corsa; in Italia domina il racconto dell’ultimo tassello mancante; i media francesi e anglosassoni insistono maggiormente sul recupero dopo il Tour e sul rischio di una nuova concentrazione competitiva. Le tre letture non sono alternative: descrivono, rispettivamente, l’impatto sull’evento, la portata storica dell’obiettivo e la principale variabile d’incertezza.

Dire che sia il favorito è semplice. Quantificare quanto lo sia richiede maggiore prudenza. La statistica non consente di trattare una vittoria futura come conseguenza automatica dei successi passati, soprattutto in uno sport esposto a cadute, malattie, condizioni meteorologiche, strategie di squadra e decadimento della forma. È però possibile costruire un intervallo probabilistico trasparente, distinguendo i dati osservati dalle correzioni interpretative.

Il primo dato è storico. Pogačar ha disputato finora nove Grandi Giri: ne ha vinti sei e ha concluso tutti e nove sul podio. Il tasso grezzo di vittoria è quindi del 66,7%, quello di podio del 100%. Per evitare che una serie ancora limitata venga trasformata in certezza, si può applicare una semplice stima bayesiana con distribuzione iniziale uniforme: sei successi in nove partecipazioni producono una probabilità media del 63,6%. L’intervallo di credibilità al 95% resta molto ampio, circa 35-88%, proprio perché nove osservazioni non bastano per una previsione precisa. Quel 63,6%, tuttavia, descrive l’intera carriera nei Grandi Giri e non fotografa il Pogačar del 2026. Alla vigilia del Tour appena vinto, il mercato delle quote lo valutava a 1,25, corrispondente a una probabilità implicita grezza dell’80%. Non è una previsione infallibile, né una probabilità depurata dal margine del bookmaker, ma costituisce una sintesi delle informazioni disponibili prima della corsa. Quel Tour presentava inoltre un campo più competitivo dell’attuale lista preliminare della Vuelta. Nell’elenco provvisorio della corsa spagnola compaiono Felix Gall, Mattias Skjelmose, Enric Mas e Carlos Rodríguez, mentre non risultano, al 3 agosto, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel, Florian Lipowitz e Paul Seixas. Il dato deve però essere maneggiato con cautela: il principale sito di statistiche sul ciclismo registra appena 70 corridori, non l’intero gruppo dei partenti. L’assenza attuale non equivale, quindi, ancora a una rinuncia definitiva. Il risultato corretto non può essere un numero presentato come verità assoluta, ma un intervallo. Il 63,6% storico costituisce la base prudenziale; l’80% attribuito dal mercato prima del Tour rappresenta un riferimento aggiornato sulla forza relativa dello sloveno. Il percorso favorevole, la qualità della UAE e l’assenza provvisoria dei maggiori rivali spingono la valutazione verso l’alto. I soli 27 giorni tra la conclusione del Tour e la partenza da Monaco, il carico accumulato e l’incertezza della startlist agiscono nella direzione opposta. Ne deriva una probabilità ragionevole compresa tra il 72 e l’80%, con valore centrale attorno al 76%. Non è la previsione di un modello addestrato (AI??) su migliaia di casi omogenei, che nel ciclismo non esistono, ma una stima condizionata alle informazioni oggi disponibili e alle ipotesi dichiarate.

Tradotto: in cento Vueltas disputate nelle medesime condizioni, Pogačar ne vincerebbe circa settantasei. Nelle altre ventiquattro non sarebbe necessariamente battuto da un rivale più forte: potrebbero pesare un incidente, una giornata negativa, una malattia, il recupero incompleto dal Tour o una dinamica tattica sfavorevole.

Il vero avversario di Pogačar, dunque, non ha ancora un volto. È quel 24% di variabilità che resiste anche al dominio più evidente. La Vuelta partirà con un favorito nettissimo, non con un vincitore già scritto. Ed è proprio questa differenza, apparentemente sottile, a separare la statistica dall’azzardo.

Giovanni Di Trapani è primo ricercatore al CNR attualmente in distacco presso la Presidenza del Consiglio: coordina la struttura di supporto del Commissario Bagnoli Coroglio.


Copyright © TBW
COMMENTI
Rivali
4 agosto 2026 11:11 Thelonious
Che possa perdere perché trova un rivale più forte, non esiste: anche perché se ci va sicuramente si presenterà in ottima forma ed ha margini tali da poter fare il bello ed il cattivo tempo. Può perdere se cade e si fa male, può perdere se si ammala o per una intossicazione o roba simile. Con la squadra che si ritrova e visto il percorso non perde nemmeno se tutte altre squadre si coalizzano per batterlo e corrono per far vincere chicchessia purché non sia Pogacar. Chi scommette contro di lui può solo sperare nella salute (infortuni, malattie). Qualche anno fa c'era anche il rischio antidoping ma col passaporto biologico le cose sono cambiate parecchio.

Fattore S
4 agosto 2026 11:16 Leonk80
Il più grande avversario di Pogacar alla Vuelta sarà la sfortuna. D'altronde la storia del ciclismo è pieno di eventi come gatti che attraversano la strada o incidenti vari. Detto ciò dovrebbe concentrarsi solo nello stare in piedi e a evitare ogni minimo rischio.

Thelonious
4 agosto 2026 13:05 Giovanni c
Che possa perdere perché trova un rivale più forte, non esiste ?
Anche il Tour del 2022 e del 2023, li ha persi per caso...o perchè ha trovato chi andava più forte ?
Già, come accaduto alla Rouibaix 2026.
Secondo il tuo ragionamento, Indurain,Hinault, Merckx non avrebbero mai dovuto perdere 1 corsa 1.

Porca miseria
4 agosto 2026 15:12 frankie56
che gufate. Il ciclismo è bello in tutte le sue variabili. Buona Vuelta a tutti.

la cosa bizzarra
4 agosto 2026 15:40 BuIlet
é che contrariamente a quanto scrive il professore le sconfitte di Pogacar nelle corse importanti sono arrivate quasi sempre a causa di avversari che lo hanno battuto su strada e non per infortuni o incidenti. La statistica quindi dice proprio quando ha trovato avversari, non la sorte avversa...

Avversari
4 agosto 2026 19:25 Thelonious
Ma non fatemi ridere! Pogi ha perso al Tour quando Vingegaard era un altro Vingegaard e soprattutto lui era un altro Pogacar. Ah sì, ha perso alla Roubaix dove ha trovato un avversario più forte: piccolo particolare, la Roubaix è una corsa in linea mentre la Vuelta è una corsa a tappe di 20 giorni, ma evidentemente per qualcuno queste sono quisquilie, differenze di poco conto. Un capolavoro di logica non c'è che dire. P.S. Tadej ha vinto le ultime 9 corse a tappe a cui ha partecipato e le ha vinte con un distacco medio di circa 5 minuti. Secondo me dovrà frenare non poco per vincere con meno di 10 minuti, e se volesse potrebbe dare tranquillamente 20 minuti a tutti. Però tranquilli, può sempre trovare a questa Vuelta uno più forte che lo batte: in fin dei conti lo hanno battuto alla Roubaix, alla Sanremo l' anno scorso...

Thelonius
4 agosto 2026 23:50 Gnikke
Vero! E Van Aert farà la Vuelta! Se ha battuto Pogacar a Roubaix, sicuramente, lo batterà anche in Spagna…!!!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Pronostico rispettato agli Europei di Ciclocross: Thibau Nys conquista il titolo continentale della categoria Elite. A due anni dal successo ottenuto a Pontevedra, in Spagna, il talento belga torna sul gradino più alto del podio europeo precedendo i connazionali...


A Zeddam, in Olanda, parla francese il Campionato Europeo di Ciclocross riservato alle donne under 23. A conquistare la maglia continentale è stata la talentuosa Celia Gery, capace di guidare una straordinaria tripletta transalpina precedendo sul traguardo le connazionali...


La seconda e ultima giornata dei Campionati Europei di Ciclocross di Zeddam, in Olanda, si è aperta nel segno del Belgio grazie al successo di Lars Peers nella prova riservata agli juniores. Il portacolori della Grenke Auto Eder ha...


Copione rispettato, e non poteva essere altrimenti, alla quarta edizione del Criterium Tour de France di Singapore. Dopo un'ora e ventuno minuti di corsa, Isaac Del Toro si è assicurato la vittoria per distacco. Il messicano della UAE Team Emirates...


Oggi in gara Toon Aerts non sarà sulla sua bici per difendere il titolo di Campione Europeo. Il belga dopo un importante infortunio in Danmarca è stato costretto a fermarsi e, la prova Continentale dovrà guardarla in televisione. Per Aerts...


In queste ore è protagonista nel Criterium di Singapore e fra una settimana lo sarà anche a Saitama, ma Paul Seixas non avverte la pressione della competizione, per lui questo periodo in Oriente è un po’ una vacanza. Il...


Fine anno, tempo di statistiche e di resoconti, iniziando dai Grandi Giri che hanno fatto registrare le vittorie di Jonas Vingegaard (Giro d’Italia), Tadej Pogacar (Tour de France) ed Enric Mas (Vuelta di Spagna). Un solo corridore è salito sul...


Thibau Nys punta all’Europeo e cercherà di portare al Belgio il quinto titolo continentale consecutivo. Due anni dopo il titolo vinto a Pontevedra, Thibau Nys vuole tornare a indossare la maglia stellata e oggi a Zeddam il belga si giocherà...


C'è un po' d'Italia nel successo ottenuto da Angelina Novolodskaya ai Youth Olympic Games in corso di svolgimento a Dakar, in Senegal. La talentuosa atleta russa, che veste i colori del Team Petrucci Gauss di Luigi Castelli, ha conquistato...


Per la seconda volta nella storia il Tour de Okinawa parla italiano. Otto anni dopo l'affermazione conseguita da Alan Marangoni (arrivata peraltro all'ultimo giorno della carriera) a portare nuovamente il tricolore sul gradino più alto del podio della classica 1.2...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra